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Economia 2 min di lettura1 ora fa

IA in azienda, la svolta parte dai vertici: il monito di Piacentini

A Capri l’ex dirigente di Apple e Amazon spiega come affrontare l’intelligenza artificiale, tra produttività, nuovi impieghi e rischio di sostituzione.

L’intelligenza artificiale non può essere affidata soltanto ai tecnici o lasciata ai margini delle strategie aziendali. Per Diego Piacentini, intervenuto al convegno dei Giovani di Confindustria a Capri, la trasformazione deve coinvolgere direttamente gli imprenditori e partire dai vertici delle organizzazioni.

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Prima il problema, poi lo strumento

Piacentini ha invitato le imprese a non cominciare dalla scelta della tecnologia. Il primo passaggio, secondo l’esperto, consiste nell’individuare con precisione il problema da risolvere e soltanto dopo selezionare l’applicazione più adatta.

«Gli imprenditori devono partire dalla domanda su quale problema intendano risolvere», ha spiegato dal palco del Quisisana. L’adozione dell’IA, quindi, non dovrebbe essere guidata dalla moda del momento, ma da obiettivi concreti e verificabili all’interno dell’azienda.

L’ex dirigente di Apple e Amazon ha inoltre sostenuto che non sia più sufficiente delegare interamente il tema alla struttura interna. «Non c’è più spazio per imprenditori che non conoscono l’intelligenza artificiale e delegano tutto alla struttura. Il cambiamento deve essere gestito dall’alto», ha affermato.


Dove l’IA è già presente

Durante l’incontro, Piacentini ha ricordato che in alcuni comparti l’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata. Nel credito al consumo, secondo i dati citati, riguarda il 60% delle attività, mentre nei servizi di assistenza alla clientela la presenza arriva al 100%.

Il suo intervento non si è limitato agli effetti sulle imprese. Piacentini ha parlato anche del possibile impatto sul lavoro, osservando che l’IA non produrrà necessariamente soltanto perdite occupazionali: in determinati ambiti può contribuire alla creazione di nuove posizioni.

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Il lavoro cambia, la scuola deve seguirlo

Tra gli esempi indicati ci sono i centri di elaborazione dati, capaci di generare occupazione. Una dinamica simile, ha osservato, potrebbe verificarsi anche nei servizi e nella sanità, a condizione che la trasformazione venga accompagnata da competenze adeguate.

Piacentini ha però segnalato alcuni settori più esposti alla sostituzione di mansioni. Tra questi ha indicato gli studi legali, dove alcuni grandi operatori stanno già utilizzando strumenti di IA con effetti positivi sulla produttività.

A suo giudizio, il rischio principale non coincide soltanto con la scomparsa di posti di lavoro. Più preoccupante sarebbe una carenza progressiva di lavoratori, scenario che rende necessario ripensare la formazione: il sistema scolastico dovrebbe preparare i giovani alle professioni più richieste, insegnando anche un impiego consapevole dell’intelligenza artificiale.

Piacentini ha maturato esperienza nel settore tecnologico ai vertici di Apple e Amazon ed è stato commissario straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda digitale durante il Governo Renzi. Oggi è fondatore di View Different, struttura di investimento e capitale di rischio.

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