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Economia 1 min di lettura11 ore fa

Bollette, il conto sulla crescita: manovra più pesante per famiglie e Stato

Il governo valuta l’impatto di un nuovo aumento dei costi energetici e indirizza le risorse disponibili verso ambiente e mobilità pubblica.

Il rincaro dell’energia non pesa soltanto sui bilanci domestici: anche i conti pubblici rischiano di risentirne. Nella documentazione trasmessa alle Camere, il governo prende in esame l’eventualità di un ulteriore aumento dei costi e stima una possibile perdita dello 0,2% di crescita del Pil.


L’energia mette sotto pressione i conti

Lo scenario è contenuto nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, inviato ieri al Parlamento insieme alla relazione sullo scostamento di bilancio. L’esecutivo considera gli effetti che un nuovo aggravio delle bollette potrebbe produrre sull’economia nazionale.

Una frenata di due decimi di punto del prodotto interno lordo avrebbe conseguenze anche sulla manovra. Il quadro delineato prevede infatti una maggiore pressione fiscale e un incremento del debito, mentre le famiglie si trovano già a fronteggiare l’aumento delle spese energetiche.

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Dove finiranno le risorse disponibili

Nonostante i margini più stretti, le risorse aggiuntive individuate dal governo dovrebbero essere concentrate su alcuni capitoli specifici. Tra le priorità figurano l’ecobonus, il potenziamento del trasporto pubblico e gli interventi a favore delle fonti rinnovabili.

La scelta lega quindi il sostegno alla transizione energetica alle esigenze di mobilità e riqualificazione degli edifici. Resta però il problema del possibile impatto macroeconomico: se il costo dell’energia aumentasse ancora, la crescita potrebbe rallentare e rendere più difficile la gestione complessiva dei conti dello Stato.

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