Benko lascia il carcere: domiciliari e un vincolo che pesa sul caso Signa
Il fondatore di Signa sconterà la misura in un appartamento di Innsbruck, con libertà limitata e nuove udienze giudiziarie già fissate.
La difesa di René Benko considera la scarcerazione un’occasione per preparare meglio i prossimi appuntamenti giudiziari. «A casa Benko avrà modo di prepararsi in modo approfondito al prossimo processo e di affrontare con cognizione di causa anche le altre accuse emerse nel corso delle indagini», ha dichiarato Norbert Wess, legale dell’ex imprenditore austriaco.
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Il patrimonio e il crollo di Signa
Il 49enne, che prima del tracollo era considerato uno degli uomini più ricchi d’Austria, secondo Forbes disponeva nell’estate 2023 di un patrimonio stimato in 5,5 miliardi di euro. La sua ascesa si è però conclusa con il dissesto miliardario del gruppo Signa, di cui era alla guida.
Benko è stato condannato a Innsbruck in due procedimenti separati legati al fallimento dell’impero immobiliare. Sulle sue attività nel nord Italia aveva inoltre svolto accertamenti anche la Procura di Trento, concentrandosi su alcune operazioni nel settore degli immobili.
Domiciliari con regole molto rigide
Il Tribunale di Innsbruck ha autorizzato l’uscita dal carcere dopo 20 mesi di custodia. Benko sarà trasferito in un alloggio preso in affitto, di circa 60 metri quadrati, situato in una zona residenziale della città, e dovrà indossare un dispositivo elettronico per controllare i suoi spostamenti.
La misura prevede soltanto un’ora quotidiana di libertà, che sale a tre ore nei giorni del fine settimana. Potrà ricevere i parenti e incontrare il proprio avvocato senza una specifica autorizzazione, mentre è previsto anche l’accesso all’affidamento ai servizi sociali.
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Dodici indagini e nuove udienze
Il provvedimento vieta invece qualsiasi rapporto, anche attraverso intermediari, con persone direttamente associate a Signa o alla Fondazione Ingbe, formalmente amministrata dalla madre di Benko. Il rispetto di questa prescrizione sarà uno degli elementi centrali della nuova fase cautelare.
La Procura viennese specializzata nei reati economici e nella corruzione continua a esaminare altri 12 filoni collegati al dissesto di Signa. A novembre l’ex magnate dovrà presentarsi davanti ai giudici per un’accusa di truffa aggravata e per un ulteriore procedimento riguardante la presunta sottrazione di beni destinati a soddisfare i creditori.
In Austria risultano 1.863 persone sottoposte a custodia cautelare. Benko è soltanto il secondo imputato nel Paese a scontare questa misura nella propria abitazione con l’ausilio del braccialetto elettronico.
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