Banche, i 5 miliardi spaccano il governo: Salvini replica all’Abi
L’associazione contesta il nuovo prelievo sugli utili del settore, mentre il vicepremier lo difende citando profitti record e una tassazione contenuta
Il confronto sul possibile prelievo da 5 miliardi di euro sulle banche è diventato uno scontro aperto tra l’Abi e Matteo Salvini. L’associazione considera l’intervento non concordato e richiama gli impegni già assunti negli ultimi anni; il vicepremier, invece, giudica la somma proporzionata ai risultati del comparto e necessaria per sostenere la prossima manovra.
Salvini ha reagito alle parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che aveva contestato l’idea di istituti “mazzolati” e aveva richiamato anche i principi costituzionali. “Parole sorprendenti”, ha commentato il ministro, secondo cui gli utili bancari dimostrano che il settore può contribuire in modo significativo alle finanze pubbliche.
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Salvini difende il conto da 5 miliardi
La proposta avanzata dal governo prevede un apporto stimato in almeno 5 miliardi di euro oppure, secondo l’ipotesi indicata, pari al 5% degli utili. Le risorse servirebbero a finanziare interventi della manovra, tra cui la riduzione delle accise sui carburanti e misure a favore delle forze dell’ordine.
A sostegno della sua posizione, Salvini ha elencato gli utili complessivi degli istituti: 25,5 miliardi nel 2022, 40,6 nel 2023, 46,5 nel 2024 e 47,5 nel 2025. Per l’anno in corso, inoltre, le previsioni richiamate dal vicepremier indicano profitti superiori a 50 miliardi di euro.
Il ministro ha aggiunto che tra il 2022 e il 2025 sono stati chiusi 2.510 sportelli e sono stati persi 12.900 posti di lavoro. Ha inoltre sottolineato che nel 2025 l’aliquota fiscale effettiva del settore è stata del 19,2%, un livello definito più basso rispetto a quello applicato ad altre imprese.
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L’Abi richiama gli accordi passati
Dal fronte bancario, il vicedirettore generale vicario dell’associazione Gianfranco Torriero ha sostenuto che il nuovo intervento non sia stato oggetto di un’intesa, diversamente da quanto avvenuto per le misure precedenti. Il riferimento è agli accordi che avevano portato a 4,5 miliardi di euro nel 2024 e a oltre 10 miliardi distribuiti nell’arco di tre anni nel 2025.
“Gli accordi vanno rispettati”, ha affermato Torriero. Patuelli, intervenendo a un convegno del Consorzio servizi bancari, aveva invece osservato che banche e istituzioni avevano già negoziato il sostegno al bilancio pubblico, anche attraverso la proroga dei crediti fiscali.
Profitti record e rischi del settore
Il presidente dell’Abi ha respinto l’idea che gli istituti stiano beneficiando di guadagni automatici e privi di rischi. A suo giudizio, guerre, inflazione, andamento dei tassi e incertezze legate ai prossimi appuntamenti elettorali europei rendono il quadro economico complesso.
Patuelli ha quindi criticato la rappresentazione di un comparto favorito da rendimenti semplici e garantiti. Salvini, al contrario, ha collegato i risultati delle banche soprattutto agli interessi e alle commissioni versati da cittadini, famiglie e imprese, definendo di buonsenso la richiesta di un contributo aggiuntivo.
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