Banche, Gros-Pietro avverte il governo: «Così gli azionisti reagiscono»
Dal Festival Internazionale dell’Economia arriva una critica agli accordi con lo Stato e un allarme di Padoan sulla pressione delle grandi aziende tecnologiche.
Le banche chiedono che gli accordi vengano rispettati e mettono in guardia dal ripetere intese considerate troppo fragili. Il tema è emerso a Torino, durante il Festival Internazionale dell’Economia, dove il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro ha rivolto un’accusa diretta al governo.
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Gros-Pietro mette gli azionisti al centro
Secondo Gros-Pietro, un istituto di credito non può accettare nuove condizioni se il precedente contraente non ha onorato gli impegni assunti. Il presidente di Intesa Sanpaolo ha ricordato che le risorse utilizzate dalle società per azioni appartengono agli azionisti e non ai vertici aziendali.
«Abbiamo fatto un accordo con un contraente che non rispetta i patti, disponendo di danaro che non è nostro, perché in tutte le società per azioni i profitti sono degli azionisti. E quindi non possiamo rifare un contratto con le stesse modalità, gli azionisti ci farebbero una class action», ha dichiarato Gros-Pietro durante l’incontro.
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Accordi futuri sotto osservazione
Il messaggio lanciato dal presidente è che eventuali nuovi contratti non potranno riproporre lo stesso schema. La tutela degli azionisti, ha spiegato, impone maggiore attenzione alla solidità degli impegni e alla loro effettiva applicazione.
Nel corso del festival è intervenuto anche Pier Carlo Padoan, presidente di UniCredit, che ha richiamato un’altra pressione sul settore bancario: la concorrenza delle grandi aziende tecnologiche. Per Padoan, il confronto con le big tech può trasformarsi in una questione decisiva per la permanenza sul mercato: «Con le big tech c’è un rischio sopravvivenza».
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