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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Autotrasporto, il rischio paralisi cresce: Unatras chiede il vertice

Dopo le tensioni in Puglia e i blocchi annunciati al Sud, l’associazione sollecita un confronto immediato con il governo per evitare un fermo nazionale.

Il trasporto merci vive una fase di forte tensione, con proteste già emerse in Puglia e nuove iniziative di blocco previste nei prossimi giorni in Calabria e Sicilia. Di fronte a questo scenario, Unatras avverte che l’assenza di un confronto istituzionale potrebbe trasformare il malcontento delle imprese in una paralisi dell’intero comparto.

L’associazione chiede quindi al governo di convocare con urgenza le rappresentanze nazionali dell’autotrasporto. Secondo Unatras, ignorare questa richiesta significherebbe lasciare senza risposta una situazione ormai arrivata “oltre il livello di guardia”.

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Le proteste si allargano al Sud

In Puglia si sono già verificati blocchi e momenti di tensione nati al di fuori delle organizzazioni di categoria. Parallelamente, comitati e gruppi autonomi hanno annunciato altre mobilitazioni in Calabria e Sicilia, aumentando il rischio di nuove interruzioni nella circolazione delle merci.

Unatras considera queste iniziative il segnale di un disagio esteso tra le aziende, non più in grado di sostenere le attuali condizioni operative. L’associazione sottolinea che il fenomeno non può essere ricondotto a episodi isolati, ma riflette una crisi più ampia del settore.

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Costi e regole al centro dello scontro

Tra i problemi indicati dalle imprese figura anzitutto l’aumento delle spese di gestione, con il gasolio indicato come una delle voci più pesanti. A questo si aggiunge, secondo Unatras, l’assenza di protezioni efficaci in un mercato definito sempre meno regolamentato.

L’associazione denuncia inoltre il ripetuto mancato avvio di un tavolo con il governo, nonostante le richieste avanzate dalle rappresentanze nazionali. La presidente di Unatras fa sapere che l’organizzazione non resterà passiva davanti al rischio di fallimento delle aziende e attribuisce all’esecutivo la responsabilità di evitare che il comparto venga “consegnato alla paralisi totale”.

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