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Economia 2 min di lettura15 ott

Tecnologia sotto pressione: Milano perde lo 0,8%, Londra resiste

I dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale spingono le vendite sui tecnologici, mentre calano i rendimenti sovrani e l’euro guadagna terreno sul dollaro.

Il comparto tecnologico guida la fase di debolezza dei mercati azionari europei, penalizzati dai dubbi sulla tenuta degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Milano è tra le piazze più colpite, mentre Londra e Parigi riescono a mantenersi in territorio positivo. Sul mercato dei cambi, l’euro sale a 1,1216 dollari.

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I tecnologici trascinano i listini

L’indice Stoxx 600 arretra dello 0,3%, ma l’andamento resta differenziato tra le principali Borse. Londra avanza dello 0,5% e Parigi dello 0,1%; Francoforte perde lo 0,4%, Milano lo 0,8% e Madrid è quasi invariata, a -0,03%.

Le vendite si concentrano soprattutto sulle società tecnologiche, il cui indice lascia sul terreno il 3,8%. A Piazza Affari Technoprobe crolla dell’11%, Stm perde il 7% e Prysmian il 5,3%. In calo anche Saipem (-2,6%), Unicredit (-1,6%) e Banco Bpm (-0,8%), mentre Intesa (-0,08%) e Mps (-0,03%) restano sostanzialmente ferme.


Rendimenti sovrani ancora in discesa

Il mercato obbligazionario registra una nuova marcata riduzione dei rendimenti. Lo spread tra Btp e Bund rimane a 107 punti base, mentre il decennale italiano scende di 11 punti base, al 4,43%; il titolo tedesco cala di 9 punti, al 3,36%.

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La flessione interessa anche gli altri principali debiti pubblici europei: il rendimento francese si porta al 4,75% (-12 punti), quello spagnolo al 3,98% (-10 punti) e quello greco al 4,27% (-11 punti). A sostenere Piazza Affari sono invece alcune società più difensive: Terna sale del 2,2%, Tim del 2,1% e Snam del 2%.


Energia e materie prime divergono

Il comparto energetico cede lo 0,2%, con quotazioni petrolifere contrastate. Il Wti resta praticamente stabile a 95,11 dollari al barile, segnando un marginale +0,01%, mentre il Brent scende dell’1,4%, a 104,57 dollari.

In controtendenza le utility, che guadagnano lo 0,3% grazie anche alla diminuzione del gas. Ad Amsterdam il prezzo del combustibile arretra dell’1,6%, portandosi a 85,76 euro per megawattora.

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