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Economia 2 min di lettura15 ott

Autotrasporto, la protesta cresce: il governo deve convocare le associazioni

Il caro prezzi sta alimentando mobilitazioni spontanee in diverse zone d’Italia, mentre Conftrasporto avverte sul possibile blocco nazionale.

Il malcontento degli autotrasportatori sta superando i confini delle singole aziende e si sta trasformando in proteste spontanee. In alcune aree sono già comparsi segnali di mobilitazione, mentre dal Mezzogiorno arrivano indicazioni su nuovi gruppi pronti a organizzare blocchi stradali.

Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, chiede quindi un intervento immediato dell’esecutivo. A suo giudizio, senza un confronto urgente con le rappresentanze del settore, la situazione potrebbe degenerare fino a mettere a rischio la circolazione nel Paese.

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Il caro prezzi accende la protesta

Secondo Russo, l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese di autotrasporto ha fatto salire la tensione a livelli molto elevati. La pressione economica, riferisce il presidente di Conftrasporto, sta spingendo diversi imprenditori a prendere iniziative autonome sul territorio.

Il punto considerato più delicato riguarda proprio l’assenza di una regia comune. Le manifestazioni non sono state proclamate né coordinate dalle associazioni di categoria: si tratta di iniziative nate direttamente tra gli operatori, una condizione che Russo interpreta come il segnale della crescente esasperazione del comparto.

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Il governo deve aprire il confronto

La richiesta rivolta all’esecutivo è una convocazione immediata delle associazioni dell’autotrasporto. «Chiediamo al governo una convocazione urgente delle associazioni dell’autotrasporto», ha detto Russo, indicando nel dialogo istituzionale il passaggio necessario per affrontare l’emergenza.

Il presidente di Conftrasporto ha anche avvertito che, in mancanza di risposte, potrebbe essere valutata la proclamazione di un fermo nazionale. «Altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese», ha dichiarato, collegando l’eventuale iniziativa all’assenza di un intervento capace di fermare l’espansione delle proteste.

Le informazioni raccolte dall’associazione indicano che altri trasportatori, soprattutto nelle regioni meridionali, si stanno preparando a possibili blocchi stradali. Per Russo, il carattere non organizzato delle mobilitazioni rende il quadro ancora più preoccupante, perché le decisioni vengono assunte direttamente dagli imprenditori in una fase di forte difficoltà.

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