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Economia 2 min di letturaieri

Allevatori, aumento del 6,5%: la proposta per il nuovo contratto

Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Confederdia hanno definito le richieste economiche e normative per il periodo 2027-2030

Il confronto sul futuro del lavoro nel comparto zootecnico parte da una richiesta salariale precisa: un incremento del 6,5% nel biennio 2027-2028. La proposta è contenuta nell’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del Ccnl Allevatori 2027-2030, approvata oggi dall’attivo unitario di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Confederdia.


La priorità resta il potere d’acquisto

L’aumento indicato dalle organizzazioni sindacali è pensato per proteggere le retribuzioni dall’impatto del caro vita. L’obiettivo dichiarato è sostenere il reddito di lavoratrici e lavoratori e, nello stesso tempo, riconoscere il valore delle competenze impiegate in una filiera considerata strategica per il made in Italy agroalimentare.

La piattaforma non si limita alla parte economica. Tra le richieste figura anche un maggiore spazio per la contrattazione decentrata, così da adattare le regole alle diverse caratteristiche produttive, organizzative e territoriali delle realtà del settore.


Più tutele e percorsi professionali

Sul piano normativo, i sindacati chiedono di valorizzare esperienza, responsabilità e competenze attraverso percorsi di crescita più riconoscibili. Sono inoltre previste nuove indennità per chi svolge funzioni di tutor, lavora in situazioni di disagio o affronta condizioni climatiche particolarmente impegnative.

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La proposta comprende anche l’estensione dei permessi e delle garanzie individuali e familiari, con l’intento di facilitare l’equilibrio tra attività professionale e vita privata. Formazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori vengono indicate come altri due pilastri del rinnovo.


Il ruolo strategico della filiera

Per Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Confederdia, il via libera alla piattaforma è un passaggio decisivo per sostenere un comparto che produce effetti sull’occupazione, sull’economia locale e sulla sicurezza alimentare. Le organizzazioni richiamano anche il contributo degli allevamenti ai controlli di qualità, alla tutela della salute pubblica e alla competitività dell’intera filiera zootecnica sui mercati esteri.

In una dichiarazione congiunta, i sindacati hanno definito il sistema allevatoriale nazionale “un patrimonio di competenze e professionalità” da sostenere e valorizzare. Da qui la richiesta di un’attenzione costante da parte delle istituzioni, mentre si apre il percorso per il rinnovo del contratto nazionale.

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