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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Alberi in città, la vera sfida comincia dopo le piantumazioni

Le nuove alberature hanno bisogno di cure per anni: senza fondi stabili il rischio è perdere proprio gli investimenti avviati con il Pnrr.

Il vero banco di prova per il verde urbano arriva dopo la messa a dimora degli alberi. Le giovani piante devono superare anni delicati, segnati da irrigazione, controlli e possibili sostituzioni, proprio mentre il caldo intenso e la siccità rendono più difficile il loro attecchimento.

Per Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2, gli alberi non sono un semplice elemento decorativo. In città contribuiscono a contenere le temperature, migliorare la qualità dell’aria e proteggere il suolo, ma per garantire questi benefici servono «pianificazione, manutenzione e continuità dei finanziamenti».

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Dopo il Pnrr inizia la fase più delicata

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha concentrato risorse e progettualità sulla forestazione urbana e periurbana delle 14 Città metropolitane. L’intervento ha accelerato le piantumazioni, ma gli effetti ambientali degli alberi non sono immediati e dipendono dalla loro sopravvivenza nel tempo.

La misura prevedeva un programma di gestione della durata di 5 anni. Il piano comprendeva l’irrigazione, la verifica delle condizioni delle piante, la sostituzione degli esemplari non attecchiti, il contenimento della vegetazione spontanea e i trattamenti necessari alla crescita. Secondo Scollato, ora occorre assicurare che questi impegni vengano rispettati fino alla conclusione del periodo previsto.

I rischi principali riguardano i ritardi, la gestione dei contratti e l’assenza di controlli adeguati. Se questi passaggi non saranno seguiti con continuità, le difficoltà climatiche potrebbero compromettere una parte delle nuove alberature.

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Il verde deve entrare nei bilanci ordinari

L’esperienza del Pnrr ha mostrato che obiettivi chiari, scadenze ravvicinate e risorse concentrate possono imprimere velocità agli interventi. Il problema, adesso, è evitare che alla fase di espansione segua una riduzione degli stanziamenti proprio quando aumentano le necessità di cura.

La proposta è inserire il verde pubblico nella programmazione ordinaria delle amministrazioni, con fondi pluriennali destinati alla manutenzione. Per Scollato, le aree verdi devono essere considerate alla stregua delle altre infrastrutture: servono regole di tutela, figure tecniche competenti e un collegamento stabile con la pianificazione urbanistica.

Il caldo record ha reso più evidente il ruolo degli alberi in contesti dove cemento, traffico, inquinamento e uso dei condizionatori accentuano le ondate di calore. La sfida non riguarda quindi soltanto il numero di nuove piante, ma la capacità delle città di accompagnarle fino alla piena crescita.

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