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Economia 1 min di lettura6 ott

Affitti brevi, la stretta divide Strasburgo: i Popolari chiedono una svolta

Il piano abitativo della Commissione europea raccoglie contestazioni da destra e sinistra, mentre socialisti e Pd ne difendono l’impianto

Il progetto europeo sulla casa arriva al voto della plenaria di Strasburgo in un clima tutt’altro che favorevole. La proposta, che comprende anche misure sugli affitti brevi, viene contestata da fronti politici opposti e persino il Partito popolare europeo invita a modificarla in modo sostanziale.


La Commissione sotto pressione

Dalla destra arriva l’accusa di comprimere il diritto alla proprietà privata. A sinistra, invece, il provvedimento viene giudicato troppo indulgente verso chi trae profitto dalla speculazione immobiliare: posizioni contrapposte che mostrano la difficoltà di trovare un punto d’incontro.

Il commissario europeo per le Politiche abitative, Dan Jørgensen, prova a difendere l’Affordable House Act dalle critiche emerse durante il confronto parlamentare. Nel presentare l’impianto della proposta, ha sostenuto: «Tuteliamo i vulnerabili e contrastiamo la speculazione».

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Anche i Popolari chiedono modifiche

Il dissenso non arriva soltanto dagli schieramenti tradizionalmente contrari alla Commissione. Anche all’interno del Partito popolare europeo, generalmente vicino alle posizioni dell’esecutivo comunitario, è stata avanzata la richiesta di rivedere profondamente il testo.

A sostenere il piano sono invece il Partito democratico e i socialisti, favorevoli all’iniziativa della Commissione. Alla plenaria, tuttavia, le obiezioni risultano più numerose degli appoggi, lasciando in bilico il percorso della stretta sugli affitti brevi.

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