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Economia 1 min di lettura4 ore fa

Affitti brevi, il nodo resta il caro-casa: la posizione di Airbnb

Matteo Sarzana, responsabile di Airbnb per Italia e Sud Europa, apre a limiti mirati ma chiede misure basate sui dati e rispettose dei proprietari.

Il contenimento degli affitti brevi, secondo Airbnb, non sarebbe sufficiente a far scendere i canoni nelle città. Matteo Sarzana, alla guida della piattaforma per l’Italia e il Sud Europa dal 2025, sostiene che anche nei centri dove è stato imposto un blocco totale il costo delle locazioni non è diminuito.


Airbnb apre a limiti mirati

La piattaforma non esclude che in alcuni quartieri delle località italiane più visitate possa essere fissato un tetto al numero di appartamenti destinati agli affitti brevi. Sarzana lega però questa eventualità a un’analisi concreta dei dati e a interventi proporzionati.

L’obiettivo, nella posizione espressa dal dirigente, è evitare misure generalizzate che finiscano per comprimere il diritto dei privati a mettere a reddito una stanza o la propria abitazione. La regolazione dovrebbe quindi tenere conto delle differenze tra città e tra singole zone.

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Il dubbio sull’effetto sui canoni

Il punto centrale sollevato da Sarzana riguarda il rapporto tra restrizioni agli affitti turistici e prezzi delle locazioni residenziali. La sua valutazione è netta: «Nelle città dove c’è stato un blocco totale non è diminuito il costo delle locazioni».

Per Airbnb, dunque, la stretta non garantisce da sola una soluzione al problema del caro-casa. L’eventuale riduzione degli alloggi destinati ai soggiorni brevi dovrebbe essere valutata sulla base degli effetti reali e senza ignorare le facoltà dei proprietari.

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