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Economia 2 min di lettura30 set

Aeroporto di Genova, il bivio dei 16 milioni prima della gara

La stima commissionata dall’Autorità portuale indica un valore compreso tra 14,9 e 15,9 milioni, mentre si attende il dato della Camera di commercio.

Il futuro dell’Aeroporto di Genova passa anche dalla ricerca di un partner industriale capace di rafforzare la società prima della scadenza della concessione. L’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale ha già ricevuto una valutazione compresa tra 14,9 e 15,9 milioni di euro, ma per definire il percorso manca ancora il responso richiesto dalla Camera di commercio di Genova.


La concessione rende urgente la scelta

Nel 2029 terminerà la concessione dello scalo Cristoforo Colombo e l’Enac dovrà bandire una gara per l’assegnazione delle attività aeroportuali. Per Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di sistema portuale, arrivare a quell’appuntamento con una compagine societaria più solida è decisivo per affrontare la concorrenza.

«Presentarsi alla gara senza aver rafforzato la compagine è un rischio che non voglio correre», ha affermato Paroli. L’attuale concessionario, ha spiegato, potrebbe perdere ogni bene legato alla gestione se un altro soggetto si aggiudicasse la procedura.


La stima attende un secondo confronto

Il valore indicato dall’Autorità portuale è stato elaborato da Pwc, incaricata di esaminare complessivamente la società che gestisce l’aeroporto. L’ente controlla oggi il 60% del capitale, mentre il restante 40% appartiene alla Camera di commercio di Genova; proprio quest’ultima ha affidato all’Università di Genova una valutazione distinta.

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Paroli considera il documento di Pwc una base di partenza, ma vuole ricevere rapidamente anche l’altra stima. «Se emergeranno differenze, ne valuteremo la portata», ha detto, lasciando aperta la possibilità di procedere inizialmente con una gara costruita sul valore più elevato e, qualora andasse deserta, di riproporla in tempi rapidi sulla cifra più bassa.


Il bando apre il capitale ai privati

L’obiettivo è pubblicare il bando entro l’autunno e comunque non oltre la fine di novembre. La procedura dovrà individuare un socio industriale privato destinato a detenere la maggioranza della società, mentre Regione Liguria e Comune di Genova hanno manifestato interesse per l’ingresso con partecipazioni minoritarie.

Un’intesa sottoscritta nel febbraio 2026 da Autorità portuale e Camera di commercio prevede che i due enti possano ridurre le proprie quote, rispettivamente, fino al 5% e al 15%. In questo modo si libererebbe spazio per i nuovi investitori, mantenendo però l’indirizzo già stabilito: il controllo dovrà passare al partner industriale selezionato attraverso il bando.

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