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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Acqua, il conto è già aperto: mancano 6.500 miliardi

La scarsità idrica pesa sull’economia e alimenta le migrazioni: nel Mediterraneo coinvolge già 180 milioni di persone, mentre l’Europa rischia danni enormi dalla siccità.

L’acqua non è più una risorsa garantita. Il consumo globale ha superato la capacità della natura di rifornire i bacini disponibili e il deficit di investimenti rende ancora più fragile un equilibrio già compromesso: per affrontare il problema servirebbero 11mila miliardi, ma all’appello ne mancano 6.500.


La crisi presenta un conto crescente

Le Nazioni Unite hanno da tempo segnalato la gravità della situazione. La scarsità d’acqua provoca ogni anno perdite economiche superiori a 300 miliardi di dollari, con conseguenze che riguardano la produzione e la sicurezza alimentare.

La competizione per assicurarsi le risorse idriche assume inoltre un peso geopolitico sempre maggiore. Quella che un tempo veniva considerata una disponibilità scontata è diventata un bene costoso e conteso.

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Mediterraneo sotto pressione

Nel bacino del Mediterraneo sono già 180 milioni le persone che devono fare i conti con la scarsità d’acqua. Il fenomeno non resta confinato all’ambiente o all’economia, ma rappresenta anche uno dei principali fattori che spingono le popolazioni a migrare.

Anche l’Europa paga un prezzo elevato. In un solo anno, la siccità può causare danni fino a 180 miliardi di euro, confermando quanto la gestione dell’acqua sia diventata una questione economica e sociale oltre che ambientale.

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