Turismo sul mare, la svolta non passa dai fondi: l’appello di Caputi
Federturismo chiede una drastica semplificazione delle norme, mentre il comparto crocieristico prepara numeri record e un impatto da 18,1 miliardi di euro.
Il ministero del Turismo punta a intervenire sui ritardi normativi e sulle procedure che frenano le imprese del settore marittimo. Gianmarco Mazzi ha annunciato un lavoro immediato sulle semplificazioni, raccogliendo le richieste emerse dal confronto con operatori e rappresentanti dell’economia del mare.
«Durante il confronto ho raccolto proposte e istanze chiare, alcune persino lapalissiane», ha affermato il ministro del Turismo al termine dell’incontro. Mazzi ha promesso di verificare le cause dei rallentamenti accumulati negli ultimi anni e di accelerare l’adozione dei decreti necessari, anche in vista degli appuntamenti internazionali della vela collegati all’America’s Cup, che interesseranno Napoli, Genova e altre città italiane.
Crociere, numeri record per l’Italia
Il peso del comparto emerge soprattutto dalle previsioni sul traffico crocieristico. Nel 2026 gli scali italiani dovrebbero accogliere 15,4 milioni di passeggeri, distribuiti su 5.680 approdi in 60 porti: un risultato mai raggiunto in precedenza.
Secondo Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’economia del mare, l’industria crocieristica genererà un impatto complessivo di 18,1 miliardi di euro, il dato più elevato in Europa. Al prodotto interno lordo saranno riconducibili 7,3 miliardi, mentre l’occupazione collegata raggiungerà 113mila posti di lavoro.
La ricaduta economica comprende 3,4 miliardi destinati agli investimenti nei cantieri navali, 2,9 miliardi di acquisti effettuati dalle compagnie, 1,7 miliardi spesi da viaggiatori ed equipaggi nelle località visitate e 400 milioni di salari. Il beneficio, ha spiegato Zanetti, non resta confinato ai terminal: il 64% dei crocieristi trascorre almeno una notte nella città di scalo, sette su 10 prendono parte alle escursioni e il 60% torna successivamente nei luoghi conosciuti durante il viaggio.
La richiesta: meno burocrazia
Per Zanetti il turismo produce ricchezza anche al di fuori dei suoi confini immediati, coinvolgendo numerose filiere della produzione italiana. L’economia del mare vale quasi 225 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’11,4% del Pil, e conta oltre 1,13 milioni di occupati diretti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
In questo quadro, il porto rappresenta soltanto il punto di accesso: collegamenti efficienti, servizi, imprese e una proposta organizzata determinano quanto valore riesca a sviluppare il territorio. «Il turismo è industria, perché produce e condivide valore ben oltre il perimetro turistico», ha osservato Zanetti durante il suo intervento.
Massimo Caputi, presidente di Federturismo, ha concentrato invece l’attenzione sulle regole che disciplinano nautica e turismo costiero. La sua richiesta alla politica non riguarda nuovi finanziamenti, ma una revisione delle procedure che oggi rendono complessi gli investimenti e la gestione delle attività.
«Non si chiedono soldi, ma semplicemente, con urgenza assoluta, regole moderne, a costo zero», ha detto Caputi, invocando il superamento della burocrazia e della sovrapposizione di leggi e decreti. Tra gli esempi citati figurano la riqualificazione di un porto turistico, spesso più difficile della costruzione di uno nuovo, e la realizzazione di uno scivolo per sostenere la nautica minore.
Un confronto sulle nuove norme
Le richieste sono state avanzate durante la XII conferenza nazionale dedicata al turismo costiero e marittimo, ospitata ieri dal Salone nautico di Genova. Al dibattito hanno preso parte anche Piero Formenti, alla guida di Confindustria nautica, e Mario Zanetti, oltre al ministro Mazzi.
Caputi ha chiesto che il prossimo decreto Infrastrutture recepisca le proposte presentate da Confindustria nautica e Assomarinas, l’associazione che riunisce i porti turistici. Tra gli obiettivi indicati c’è anche quello di aumentare il numero delle imbarcazioni registrate sotto bandiera italiana e di rendere più competitivo l’intero sistema.
Continua a leggere
Energia, la sfida è doppia: costi sotto controllo e industria competitiva
A Milano imprese ed esperti discuteranno di rinnovabili, batterie, reti e investimenti durante la seconda edizione di NetZero Milan, in programma dal 20 al 22 ottobre 2026.
Il titanio che cambia gli elicotteri: Poggipolini conquista Leonardo
A Marnate una tecnologia rara permette di produrre in Italia un componente strategico oggi acquistato negli Stati Uniti.
Tredici data center e oltre 1 miliardo: la sfida parte dal Centro-Sud
Core Stack e Green Arrow Capital preparano una rete nazionale di strutture digitali alimentate da rinnovabili, con i primi due impianti attesi tra Cremona e Verona
Elettrodomestici, il vero risparmio si misura negli anni
La durata orienta più del prezzo le scelte degli italiani, mentre il mercato cresce e aumenta la disponibilità a pagare per prodotti longevi.