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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

50 milioni e 100 posti: la sfida trentina di Ufi Hydrogen

A Serravalle di Ala prende forma il centro europeo per ricerca, produzione e sviluppo delle tecnologie legate all’idrogeno.

Un investimento fino a 50 milioni di euro entro il 2029 e un organico destinato ad arrivare a circa 100 persone: sono i numeri del progetto avviato da Ufi Hydrogen a Serravalle di Ala, in provincia di Trento. Il nuovo polo è stato inaugurato oggi e punta a trasformare una tecnologia sviluppata in ambito di ricerca in una piattaforma industriale destinata al mercato.


Investimenti e occupazione nel piano

La struttura, già entrata in attività nel primo trimestre del 2025, costituisce il principale insediamento europeo di Ufi Hydrogen. Il programma prevede un rafforzamento graduale delle attività e la creazione di occupazione qualificata sul territorio trentino.

Il complesso occupa complessivamente 14.000 m², con 6.000 m² di spazi al coperto. Al suo interno trovano posto aree per sperimentazione, sviluppo dei prodotti, realizzazione di prototipi, avvio della produzione e uno showroom dedicato alle soluzioni tecnologiche.


Dalla ricerca alla produzione

Ufi Hydrogen Spa fa capo al Gruppo Ufi Filters ed è focalizzata sulle tecnologie Mea, acronimo di Membrane Electrode Assembly. Si tratta di un elemento utilizzato nell’elettrolisi, nelle celle a combustibile e in ulteriori applicazioni dell’elettrochimica.

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La società è nata nel 2023, dopo un percorso di ricerca iniziato nel 2017 all’interno dell’Ufi Innovation Center. Con il sito di Serravalle, quel lavoro viene ora inserito in un processo che comprende anche test, industrializzazione e fabbricazione su scala produttiva.


Il ruolo nella filiera italiana

Durante l’inaugurazione, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato che l’impianto va oltre l’apertura di una nuova fabbrica: «L'inaugurazione di questo impianto non rappresenta soltanto l'apertura di un nuovo sito industriale, ma dimostra la capacità della filiera italiana dell'idrogeno di trasformare investimenti e innovazione in realtà produttive concrete». Secondo Urso, l’idrogeno può sostenere la sicurezza energetica e la riduzione delle emissioni nei comparti industriali più complessi da convertire.

Anche Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha indicato nell’iniziativa un passaggio significativo per il Trentino e per la filiera nazionale. Il ministro ha evidenziato soprattutto la prospettiva di nuovi impieghi specializzati, la valorizzazione delle competenze e il rientro in Italia di professionalità altamente qualificate.

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