4 ottobre 2026, la domenica non cancella la festa: cosa spetta in busta paga
Il ritorno di San Francesco nel calendario nazionale incide sul trattamento economico dei lavoratori, ma l’importo varia in base al contratto collettivo applicato.
Il 4 ottobre 2026 tornerà a essere una festività nazionale e coinciderà con una domenica. La ricorrenza dedicata a San Francesco d’Assisi era stata eliminata dall’elenco delle festività nel 1977, pur restando una solennità civile, ma il Parlamento ne ha disposto il ripristino alla fine del 2025.
Per chi non lavorerà quel giorno, la ricorrenza entrerà quindi nel normale calendario delle feste riconosciute. Il fatto che cada di domenica apre invece il tema della cosiddetta festività non goduta, con conseguenze sulla retribuzione che dipendono dalle regole previste dal contratto collettivo di riferimento.
La domenica cambia il calcolo
Quando una festività nazionale coincide con il riposo settimanale, ai lavoratori può spettare un trattamento economico aggiuntivo. La somma non è uguale per tutti: nella maggior parte dei casi viene determinata sulla base della paga giornaliera, secondo i criteri stabiliti dal contratto collettivo applicato.
Per questo il ritorno del 4 ottobre non produce un aumento identico per ogni busta paga. Retribuzione mensile, orario di lavoro e settore di appartenenza possono incidere sul calcolo della quota riconosciuta per la giornata festiva non fruita.
Cosa cambia per i lavoratori
La novità riguarda soprattutto chi avrebbe avuto la domenica come giorno di riposo. In questa situazione, la festività non viene semplicemente assorbita dal riposo settimanale: le disposizioni contrattuali possono prevedere il pagamento di una voce aggiuntiva nella busta paga.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
L’importo preciso, però, non può essere indicato in modo unico per tutti i dipendenti. Per conoscere la cifra spettante occorre verificare il contratto collettivo nazionale applicato e le modalità con cui l’azienda calcola la retribuzione giornaliera.
Una ricorrenza ripristinata nel 2025
La decisione parlamentare è arrivata alla fine del 2025, riportando San Francesco tra le festività nazionali dopo quasi cinquant’anni. La ricorrenza era stata cancellata dal calendario nel 1977, anche se aveva continuato a essere considerata una solennità civile.
Il debutto del nuovo regime cadrà in un anno particolarmente significativo: il 4 ottobre 2026 ricorrerà infatti l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi. La data sarà inoltre una domenica, circostanza che rende centrale la verifica delle regole sulla festività non goduta.
Continua a leggere
Trevi, Webuild tiene fermo il prezzo: cambia la soglia dell’Opa
L’offerta resta a 4,5 euro per azione, ma sarà efficace con il controllo del 50,1% del capitale; presentato anche un esposto alla Consob
Manovra, fino a 29 miliardi di margine: il conto del deficit sale
Il governo punta a ottenere più spazio da Bruxelles mentre interessi sul debito, Superbonus e spese legate all’inflazione aggravano i conti pubblici.
Otto miliardi alla sicurezza: Crosetto resta fuori dal Cdm
Il governo approva la variazione di bilancio per energia e difesa mentre il ministro della Difesa, contrario alla sforbiciata, non partecipa alla riunione
Diesel, il G7 apre le riserve: cosa succede ai prezzi
L’intesa prevede fino a 100 milioni di barili immessi sul mercato in quattro mesi e nessun blocco statunitense alle vendite di gasolio verso gli alleati.