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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Manovra, fino a 29 miliardi di margine: il conto del deficit sale

Il governo punta a ottenere più spazio da Bruxelles mentre interessi sul debito, Superbonus e spese legate all’inflazione aggravano i conti pubblici.

Il quadro della prossima manovra offre al governo meno risorse libere di quanto sperato: la spesa aumenta e il deficit si amplia, nonostante una crescita del Pil migliore delle attese. L’esecutivo valuta così la richiesta di maggiore flessibilità europea, fino a 29 miliardi, mentre il disavanzo del 2026 dovrebbe restare sotto il 3% e tornare a crescere nell’anno successivo.


I conti pubblici lasciano meno spazio

All’inizio l’esecutivo confidava nella possibilità di disporre di margini aggiuntivi e di nuove entrate. Il quadro emerso, invece, è segnato da uscite più elevate e da un indebitamento superiore alle aspettative.

A pesare sono soprattutto il costo degli interessi sul debito, gli effetti finanziari ancora legati al Superbonus e le spese che si adeguano all’andamento dell’inflazione. Questi fattori riducono le risorse utilizzabili per la manovra.

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Bruxelles al centro della strategia

La crescita economica rappresenta l’elemento più favorevole: il Pil dovrebbe avanzare oltre lo 0,6% e chiudere l’anno con un incremento dell’1%. Il risultato, tuttavia, non basta a compensare l’aumento delle uscite e la pressione esercitata dal debito.

Per questo Giorgia Meloni punta a ottenere dall’Unione europea un margine di flessibilità più ampio, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti invita i partiti a cambiare passo. Il suo messaggio è netto: “Ora un approccio più prudente”. L’indebitamento netto nel 2026 rimarrebbe sotto la soglia del 3%, ma il rapporto è destinato a peggiorare nel 2027.

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