Zvyagintsev racconta la mobilitazione russa nel film Minotaur
Nel film un dirigente deve scegliere quattordici dipendenti da mandare al fronte, mentre la famiglia si disgrega
Andrey Zvyagintsev porta sullo schermo una Russia segnata dall’invasione dell’Ucraina con Minotaur - Nel labirinto del potere. Al centro della storia c’è Gleb, amministratore delegato costretto a indicare quattordici lavoratori da inviare al fronte.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Un dirigente davanti alla scelta
La vicenda è ambientata nel 2022, quando numerosi dipendenti dell’azienda cercano di sottrarsi alla mobilitazione. Gleb inizialmente li aiuta a lasciare il Paese, ma la richiesta dello Stato lo obbliga poi a decidere chi sacrificare. La sua posizione economica e sociale diventa così il riflesso di un sistema fondato sul dominio dei più forti.
Nella vita privata, l’uomo deve affrontare anche il tradimento della moglie Galina. Il film riprende l’impianto di Stéphane, una moglie infedele di Claude Chabrol, ma abbandona la dimensione del giallo per concentrarsi sui rapporti di potere, sull’obbedienza e sui meccanismi della società russa.
Gleb insegna al figlio Seriosha, vittima delle prepotenze a scuola, a non attaccare per primo e a fronteggiare gli avversari con astuzia. Lo stesso principio guida le sue mosse quando deve confrontarsi con le autorità e con la crisi familiare.
Il regista e la guerra
Zvyagintsev ha sviluppato il progetto mentre si riprendeva dai gravi effetti del Covid, che aveva compromesso il 90% dei suoi polmoni. Durante il ricovero, prima in Germania e poi in Francia, ha seguito le immagini dell’invasione: i mezzi militari, le reclute, le fughe e il controllo dell’informazione hanno orientato il film verso una lettura antimilitarista.
La storia conserva alcuni motivi ricorrenti della sua filmografia: l’acqua, le fotografie, un fatto di sangue e la famiglia come rappresentazione dei conflitti sociali. Il regista era già tornato sul rapporto tra genitori e figli ne Il ritorno, Leone d’oro a Venezia nel 2003, e aveva raccontato la frattura familiare in Loveless, del 2017.
In Leviathan, del 2014, un ragazzo assiste invece alla distruzione materiale e morale provocata da un esproprio ingiusto. Anche in Minotaur lo sguardo più umano appartiene all’adolescente, contrapposto agli adulti e a un clero ortodosso incapace di mostrare misericordia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’isola vista dal giardino
Il film si apre con Seriosha, interpretato da Boris Kudrin, mentre osserva con un binocolo un’isola settentrionale coperta di abeti. Il ragazzo si trova nel giardino della casa di famiglia, nella città immaginaria di Krasnoborsk, ma quell’immagine richiama l’isola selvaggia de Il ritorno e il viaggio compiuto dai suoi giovani protagonisti.
Dmitriy Mazurov e Iris Lebedeva interpretano Gleb e Galina con una recitazione trattenuta, affidata soprattutto ai volti e ai gesti. La macchina da presa attraversa cucine, scale e abitazioni dei quartieri popolari, mostrando un’architettura di impronta sovietica; le riprese sono state realizzate in Lettonia per motivi legati alla censura.
I dialoghi, scritti da Zvyagintsev insieme a Simon Lyashenko, lasciano spazio ai dubbi e ai cambiamenti interiori dei personaggi. La colonna sonora è quasi assente, con poche note e una musica ascoltata in un bar di Anohni and the Johnsons.
Il significato del labirinto
Il titolo richiama il Minotauro della mitologia greca, creatura che viveva nel labirinto di Cnosso e si nutriva di vite umane. In precedenza Zvyagintsev aveva scelto per un suo film il nome Leviathan, il mostro marino della tradizione biblica che l’uomo non riesce a sconfiggere.
In Minotaur non è chiaro se Gleb e Galina troveranno una via d’uscita dalla loro prigione familiare e politica. Seriosha, invece, continua a guardare verso l’isola: il suo smarrimento adolescenziale conserva una capacità di compassione che gli adulti sembrano avere perduto.
Continua a leggere
Il ritorno di Andrey Zvyagintsev passa da Minotaur
Il regista russo firma un dramma familiare ambientato nel 2022, attraversato dagli effetti della guerra tra Russia e Ucraina.
Poldi Pezzoli, un Tiziano racconta Milano e i suoi committenti
La mostra dossier presenta una nuova opera e ricostruisce i tre soggiorni milanesi del pittore veneto
I Dodici arriva in libreria il 4 novembre
Il volume intreccia testi evangelici e invenzione narrativa, con una prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi
Palazzo dei Benedettini ospita l’esordio di Elisa del Mese
L’autrice dialogherà con Sarah I. Belmonte; previste letture, degustazione di vini, vendita del libro e firma copie