Una figlia, una madre e i segreti della memoria: trionfa Julia Deck
La scrittrice francese conquista la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane con un romanzo sospeso tra autobiografia, ricordi e invenzione.
A decidere la vittoria sono stati 400 studenti e studentesse, chiamati a scegliere il miglior romanzo tra cinque finalisti. Il loro verdetto ha premiato Julia Deck, autrice francese di "Ann d’Inghilterra" (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), opera incentrata sul rapporto irrisolto tra una figlia e una madre segnata dalla malattia e dal mistero.
La proclamazione della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane si è tenuta sabato 17 ottobre al Teatro Sociale “Giorgio Busca” di Alba, in provincia di Cuneo. Le giurie scolastiche riunivano ragazze e ragazzi di 25 istituti: 24 italiani e un liceo francese di Avignone.
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La memoria diventa un’indagine familiare
Nel libro, Julia si trova a dover affrontare il futuro della madre Ann dopo che la donna è stata colpita da un’emorragia cerebrale. Da questa emergenza prende forma un percorso a ritroso nella vita della genitrice, dalle origini modeste in Inghilterra agli studi letterari, fino al trasferimento in Francia e alla costruzione di una nuova identità.
Deck mescola esperienza personale, ricostruzione biografica e finzione per interrogarsi su quanto sia davvero possibile conoscere le persone amate. La scrittura prova a riordinare ricordi incompleti, silenzi e incomprensioni, mentre la fragilità, l’invecchiamento e la necessità di assistere l’altro riportano in primo piano il valore dei legami.
La giuria tecnica, guidata da Loredana Lipperini, aveva inserito il romanzo nella cinquina finalista già lo scorso aprile. Nella motivazione ha evidenziato il confine incerto tra biografia e invenzione, oltre alla capacità dell’autrice di raccontare due donne accomunate dalla determinazione con cui affrontano difficoltà personali e sociali.
Gli altri libri in gara
Oltre a Julia Deck, concorrevano al riconoscimento Mathias Enard con "Disertare" (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con "La terra d’inverno" (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con "La vita immaginata" (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Usón con "Le belve" (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).
Per Deck si tratta di un ulteriore riconoscimento dopo il Prix Médicis ottenuto in Francia nel 2024. Il Premio Lattes Grinzane, promosso dal 2010 dalla Fondazione Bottari Lattes, mette a confronto narrativa italiana e internazionale e affida agli studenti una parte decisiva della valutazione.
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Amitav Ghosh premiato ad Alba
La cerimonia ha riservato spazio anche ad Amitav Ghosh, scrittore indiano a cui è stato assegnato il Premio Speciale Lattes Grinzane 2026. Nel teatro albese l’autore ha tenuto una lezione magistrale sul rapporto tra esseri umani e ambiente, sostenendo che colonialismo, capitalismo e sviluppo tecnologico hanno trasformato la Terra in un insieme di risorse da consumare.
Ghosh ha collegato il tema della natura alla cultura alimentare e ai territori, mettendo in relazione il tartufo bianco d’Alba con la noce moscata, considerata per secoli il cibo più prezioso al mondo. «Attraverso il cibo gli esseri umani entrano in rapporto con l’ambiente che li circonda e con i luoghi in cui abitano», ha affermato durante l’incontro.
Il ricordo di Caterina Bottari
L’edizione 2026 è stata la prima senza Caterina Bottari, moglie di Mario Lattes e fondatrice del premio, morta il 2 agosto scorso a 89 anni. A rappresentare la famiglia è stata la nipote Elena Bottari, diventata presidente della Fondazione, che ha ricordato il ruolo della zia nella promozione della cultura e delle arti.
Nel corso della serata sono intervenuti anche Valter Boggione, vicepresidente della Fondazione e coordinatore della giuria tecnica, Giuseppe Iannaccone, presidente del Centro per il libro e la lettura, e la vicesindaca di Alba Caterina Pasini. È stato inoltre letto un messaggio del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, mentre l’amministrazione comunale ha sottolineato il legame tra il premio e la città.
«Per Caterina vivere era un verbo enorme, capace di contenere mille avventure, disgrazie e progetti», ha detto Elena Bottari, ricordando una donna impegnata a creare nuovi spazi di espressione e a tenere insieme passato, presente e futuro. Nato in memoria dello scrittore, editore e artista Mario Lattes (1923-2001), il Premio continua così a unire libri, generazioni e culture diverse.
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