Torino, C2C festeggia 25 anni tra musica e luoghi
Il festival prosegue fino al 1° novembre tra OGR, Lingotto, teatri e club della città
Il C2C Festival ha aperto a Torino l’edizione del venticinquesimo anniversario, in programma fino al 1° novembre. La rassegna coinvolge OGR, Lingotto, Teatro Regio, Teatro Carignano, Le Roi e Notorius.
La serata inaugurale alle Officine Grandi Riparazioni ha riunito pubblico internazionale e giovani spettatori. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori sull’intera manifestazione, il 78% dei partecipanti ha meno di 35 anni e il 53% arriva dall’estero.
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Una rassegna tra musica e architetture
Il festival ha mantenuto la formula itinerante delle origini, quando si chiamava Club to Club. Anche negli anni in cui il Lingotto è diventato il centro principale della programmazione, C2C ha continuato a distribuire gli appuntamenti in luoghi diversi.
Il percorso di questa edizione attraversa spazi legati alla storia industriale, alla cultura teatrale e alla notte torinese. Al Teatro Regio sono previsti gli incontri, mentre il Teatro Carignano ospiterà sabato 31 ottobre una matinée delle norvegesi Smerz, di ritorno dopo 11 anni: il loro pop sperimentale entrerà in uno spazio normalmente dedicato alla prosa.
Le OGR, un tempo destinate alla riparazione dei treni, hanno dato alla musica un ambiente fatto di travi metalliche, navate e ampie finestre ad arco. L’edificio non è stato utilizzato come semplice sfondo, ma come parte dell’esperienza sonora.
Gli artisti della serata inaugurale
La danese ML Buch, insieme al Quartetto Pessoa, ha proposto un’esibizione rarefatta e ricca di sfumature. DJ Python ha invece costruito un percorso audiovisivo culminato in una parte finale molto intensa, con basse frequenze percepibili fisicamente dal pubblico.
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The Avalanches hanno poi portato sul palco una selezione da ballo articolata tra jazz, Motown, disco, pop e campionamenti dei Queen. Il loro nuovo album, No bad memories, segue la stessa logica di contaminazione e ospita musicisti come Jamie xx e Mike Patton.
Shygirl, alla sua prima e unica esibizione italiana, ha unito grime, rap, pop ed elettronica in una prova energica e fisica. Nel suo suono sono emersi richiami a Underworld e Massive Attack, insieme a una forte componente pensata per la pista da ballo.
Il programma dei prossimi giorni
La rassegna prosegue con Robyn, riferimento svedese del pop elettronico, Arca, artista venezuelana legata alla ricerca sonora, Oklou, tra i nomi emergenti del pop francese, e Kelela, sospesa tra R&B ed elettronica d’avanguardia.
Il pubblico, secondo l’impostazione del festival, non si orienta soltanto sulla presenza dei singoli artisti, ma anche sulla fiducia maturata negli anni verso il progetto. Gli appuntamenti continueranno fino a domenica 1° novembre nei diversi spazi coinvolti a Torino.
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