Dal Minnesota alle Eolie: i luoghi che Lonely Planet invita a scoprire
La selezione per il 2027 premia destinazioni meno affollate, tra la natura americana, Chengdu, le isole siciliane e i tesori nascosti del Veneto.
Foreste, laghi e strade immerse nella natura: il Minnesota entra tra le mete da considerare per un viaggio lontano dai percorsi più battuti. Il punto di partenza suggerito è Minneapolis, da cui si può attraversare uno degli Stati americani meno presenti nell’immaginario turistico internazionale.
Anche Chengdu, capoluogo del Sichuan, sorprende per la posizione conquistata nella selezione. La città combina una storia millenaria con una scena culturale vivace e inclusiva: Piera Chen la definisce «ufficiosamente è la capitale gay, con una cultura Lgbtiq abbastanza visibile». A completare il quadro ci sono la cultura hip-hop e il ChunYou Music Festival, appuntamento capace di richiamare artisti indipendenti da varie parti della Cina.
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Il viaggio premia le mete inattese
Le due destinazioni fanno parte delle oltre 300 pagine di Best in Travel 2027, raccolta che affianca luoghi già celebri a proposte meno prevedibili. Accanto alla Polinesia francese, al Costa Rica, alla Grecia e a numerosi siti Unesco, compaiono così territori che raramente occupano il primo posto nei programmi dei viaggiatori.
Tra le esperienze indicate dalla guida figurano anche le isole Eolie. L’idea è trascorrere una settimana a bordo di un catamarano condiviso da sei persone, alternando bagni, tramonti e soste sulla terraferma per una granita, una cena o una passeggiata lontano dalla confusione.
Veneto, una scelta oltre Venezia
Il riconoscimento principale assegnato all’Italia riguarda il Veneto, l’unica regione del Paese inserita tra le cinquanta destinazioni consigliate per il 2027. La motivazione sta nella varietà del territorio, capace di unire litorali, città d’arte, paesaggi montani e itinerari nella campagna del Polesine.
La regione viene raccontata anche attraverso tradizioni ancora vive. Murano conserva la lavorazione del vetro soffiato, reinterpretata in chiave contemporanea dalla Wave fornace glass, mentre Burano continua a essere associata alla produzione dei merletti. Sono esempi di un patrimonio che la guida collega a un modo più lento e consapevole di spostarsi.
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L’isola dove Venezia rallenta
Per comprendere il volto meno affollato della laguna basta raggiungere l’Isola di San Francesco del Deserto. Dopo il tragitto in vaporetto, il paesaggio cambia rapidamente: i palazzi veneziani lasciano spazio a un ambiente appartato, dove il silenzio e la vegetazione prendono il posto del movimento turistico.
Il complesso religioso, costruito in pietra rossa e circondato dall’acqua, comprende l’oratorio, il coro ligneo, il refettorio, l’antica sacrestia e due chiostri. Il vialetto di ghiaia, i cipressi e i sentieri del parco contribuiscono a creare una pausa raccolta, a poca distanza dai luoghi più frequentati della città.
La memoria del convento
Secondo la tradizione riportata dal biografo Bonaventura di Bagnoregio, Francesco d’Assisi si sarebbe fermato sull’isola nel 1220, dopo il ritorno dalla Terra Santa su una nave veneziana. Il luogo apparteneva allora a Jacopo Michiel, che nel 1233 lo donò ai frati minori dopo la canonizzazione del santo; sull’isola esisteva già una piccola chiesa a lui dedicata.
Le campagne archeologiche, comprese quelle condotte negli anni 60 del Novecento, hanno fornito riscontri alla storia tramandata. Il nome “del deserto” richiama invece il periodo di abbandono vissuto dall’isola nel Quattrocento. Oggi alcune stanze accolgono persone alla ricerca di quiete, studio o semplice distanza dal ritmo di Venezia: una dimensione coerente con l’idea di viaggio proposta dalla guida.
Il Veneto e le Eolie compaiono dunque in sezioni diverse della selezione: la regione come destinazione completa, l’arcipelago siciliano come esperienza da vivere sul mare. In entrambi i casi, il filo conduttore è la possibilità di incontrare paesaggi, usanze e atmosfere senza concentrarsi soltanto sulle mete più conosciute.
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