Tetsuya Chiba, morto il disegnatore di Rocky Joe
L’autore giapponese aveva 87 anni; nel 2024 era stato premiato per l’attività artistica e il sostegno ai giovani fumettisti.
Tetsuya Chiba è morto il 22 ottobre a 87 anni. Il fumettista giapponese si è spento in un ospedale di Tokyo per una sindrome mielodisplastica.
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Gli ultimi riconoscimenti
Nel 2024 Chiba aveva ricevuto il premio Kikuchi Kan, assegnato per il suo percorso artistico e per l’attenzione dedicata alle nuove generazioni di autori. Nel corso degli anni aveva sostenuto i giovani fumettisti e difeso i diritti della categoria.
Tra le sue opere figura anche “Notari Matsutarō”, manga incentrato sul sumo iniziato nel 1973 e portato avanti, con diverse pause, fino al 1998. La serie gli era valsa nel 1977 il premio Shōgakukan per i manga.
Infanzia tra Cina e Giappone
Chiba era venuto al mondo a Tokyo l’11 gennaio 1939, ma aveva trascorso l’infanzia e parte dell’adolescenza in Manciuria, nell’area nordorientale della Cina allora amministrata dal Giappone. Il padre lavorava in uno stabilimento che produceva carta e la famiglia fece ritorno in patria nel 1946, dopo la conclusione del conflitto mondiale.
Primo di quattro fratelli, durante gli anni in Cina inventava racconti e li disegnava per divertire i più piccoli. Anche Akio Chiba avrebbe scelto la professione di fumettista.
La notizia della scomparsa
I mezzi di informazione giapponesi hanno diffuso la notizia il 27 ottobre. Le esequie si sono tenute senza cerimonie pubbliche, con la partecipazione dei familiari più stretti.
Chiba aveva iniziato a lavorare nel settore a 17 anni. Il suo primo incarico per un editore risaliva al 1956, quando, ancora studente delle superiori, aveva realizzato “Fukushū no Semushi Otoko” per le pubblicazioni destinate alla lettura a pagamento.
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Il successo di Rocky Joe
La popolarità internazionale arrivò con “Ashita no Joe”, pubblicato tra il 1968 e il 1973 su “Weekly Shōnen Magazine”. In Italia la serie è stata distribuita con il nome “Rocky Joe”.
La storia, ideata da Ikki Kajiwara con lo pseudonimo di Asao Takamori e illustrata da Chiba, segue Joe Yabuki, un ragazzo senza famiglia che vive ai margini e trova nella boxe una strada per cambiare vita. L’incontro con l’ex atleta Danpei Tange lo conduce verso il ring, tra rivalità, disciplina, violenza, sacrificio e ricerca di sé.
Le altre opere dell’autore
“Ashita no Joe” è diventato uno dei titoli più rappresentativi del fumetto giapponese e ha contribuito alla diffusione dei manga sportivi. Dalla serie sono nati due cartoni animati televisivi, nel 1970 e nel 1980, insieme a lungometraggi animati, film con attori e videogiochi.
Il finale, legato alle condizioni di Joe dopo un combattimento per il titolo mondiale, ha alimentato a lungo il dibattito tra i lettori. Chiba aveva inoltre firmato “Shidenkai no Taka”, “Harisu no Kaze”, “Ore wa Teppei”, arrivato in Italia come “Io sono Teppei”, e “Ashita tenki ni naare”, pubblicato nel nostro Paese con il titolo “Tutti in campo con Lotti”.
Dopo il primo lavoro del 1956, il debutto su una rivista era arrivato nel 1958 con “Butōkai no Shōjo”, apparso su “Shōjo Book”. Negli anni Sessanta il fumettista aveva alternato storie per ragazzi e opere rivolte al pubblico femminile, affinando uno stile capace di unire vicende individuali, tensioni sociali e dramma.
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