Saldo finale, la cultura sfida il traffico di esseri umani
Stefania Giacomini torna con Ingrid, Junko e Larissa in un romanzo ambientato tra moda, arte e nuove insidie della rete.
Musei, architettura, letteratura e arte non fanno soltanto da sfondo a «Saldo finale», il nuovo romanzo di Stefania Giacomini: secondo José Luis Bazan, segretario della Comece, diventano strumenti per restituire dignità alle persone in una società dove il mercato tende a ridurre tutto a consumo. Il libro affronta così il traffico di esseri umani attraverso una storia di paura, consapevolezza e possibilità di riscatto.
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La cultura contro la mercificazione
Nella prefazione, Antonella Sberna definisce il racconto «un autentico atto di responsabilità civile», sottolineando che l’opera supera il semplice intrattenimento. Lella Golfo osserva invece come le protagoniste trasformino ciò che hanno vissuto in una testimonianza, perché la loro esperienza non venga cancellata dalla memoria.
Sandra Cioffi richiama l’attenzione sulle modalità sempre più frequenti con cui le vittime vengono avvicinate attraverso la rete. A suo giudizio, il romanzo potrebbe anche diventare una serie televisiva, proprio per la capacità di portare il tema a un pubblico ampio.
Tre donne davanti al pericolo
Ingrid, Junko e Larissa, già al centro di «Shopping pericoloso», tornano a confrontarsi con Carlos, il criminale che continua a minacciarle. La vicenda prende però una direzione inattesa e mette al centro le conseguenze psicologiche del rapimento, insieme alla possibilità di ottenere giustizia e ricostruire la propria vita.
Il percorso narrativo attraversa Milano, Parigi, Miami e Roma. Moda, arte e caratteristiche delle città si intrecciano con il rischio rappresentato dalle organizzazioni che trafficano esseri umani e utilizzano anche gli strumenti digitali per attirare le vittime: il pericolo, suggerisce il romanzo, può annidarsi in qualunque ambiente.
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Una storia per aprire il confronto
«È una storia di coraggio e riscatto», spiega Stefania Giacomini, che collega il libro alla necessità di continuare a parlare della tratta. L’autrice ricorda che il 70 per cento delle persone coinvolte viene ormai adescato attraverso la rete e richiama anche la condizione dei profughi in fuga da guerre e carestie, spesso esposti a ulteriori forme di sfruttamento.
Per Giacomini, informazione e cultura possono rafforzare il contrasto al fenomeno. Il tema, aggiunge, deve essere discusso in contesti diversi e coinvolgere giovani e adulti, donne e uomini.
Roma ospita la presentazione
L’incontro dedicato a «Saldo finale» è in programma a Roma il 28 ottobre alle 17.30, al Circolo Canottieri Lazio, in Lungotevere Flaminio 25 A. Accanto alla scrittrice interverranno Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, Sandra Cioffi, presidente del Consiglio nazionale degli utenti, e Maddalena Cialdella, psicologa e psicoterapeuta.
Il saluto iniziale sarà affidato a Donatella Visconti, vicepresidente del Circolo Canottieri Lazio, storico sodalizio sportivo della Capitale che ospita anche appuntamenti culturali e sociali. Lidia Vitale e Jonis Bascir leggeranno alcuni passaggi del volume.
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