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Cultura 2 min di lettura13 ore fa

Romanzo di Caterina Guagni sui volontari dell’alluvione di Firenze

Il romanzo segue Anna e Salvo, due giovani coinvolti nei soccorsi dopo l’alluvione che devastò la città toscana.

È stato pubblicato il romanzo di Caterina Guagni dedicato ai giovani volontari accorsi a Firenze dopo l’alluvione del 4 novembre 1966. Il libro, intitolato “Due angeli del fango. Firenze, 4 novembre 1966”, è uscito per Gallucci Bros.

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Anna e Salvo nella città ferita

La vicenda segue due ragazzi molto diversi tra loro, destinati a incontrarsi poco prima che il fiume sommerga il capoluogo toscano. Anna è cresciuta nella bottega del padre, un commerciante fiorentino segnato dalla Seconda guerra mondiale e dalla lunga fatica necessaria per ricostruire la propria attività.

Salvo, invece, è siciliano e lavora a Firenze come guida turistica. Suo padre, coinvolto nel traffico illecito di opere d’arte, si trova detenuto alle Murate all’inizio della storia. L’emergenza avvicina i due protagonisti e li porta a partecipare alle operazioni per liberare strade, edifici e opere dal fango.


Il valore dei giovani volontari

L’acqua invase Firenze il 4 novembre 1966, causando vittime, danni enormi e gravi perdite al patrimonio conservato nei musei e nelle gallerie. Da molte zone d’Italia e anche dall’estero arrivarono ragazzi pronti a spalare, recuperare libri e dipinti e sostenere una città messa in ginocchio.

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Per Guagni, quell’esperienza rappresentò per molti giovani la possibilità di reagire all’eredità pesante lasciata dalla guerra. “Quella catastrofe è stata un’occasione di riscatto per una generazione intera”, ha spiegato la scrittrice, ricordando come l’emergenza abbia dato spazio a energie rimaste a lungo in silenzio.


Arte e impegno civile

Nel racconto dell’autrice, l’intervento dei volontari nacque dall’incontro tra le idee che stavano animando le coscienze giovanili e il desiderio di proteggere la bellezza artistica di Firenze. I ragazzi agirono prima che le istituzioni riuscissero a organizzare una risposta adeguata alla portata del disastro.

Guagni ha collegato quella mobilitazione alle proteste dei giovani di oggi. Secondo la scrittrice, i ragazzi continuano a partecipare quando individuano una causa capace di coinvolgerli, anche se vivono una forte pressione legata all’aspetto fisico, allo studio e al lavoro. A suo giudizio, gli ideali possono ancora spingerli a intervenire, come sarebbe accaduto anche l’anno scorso con la missione della Flotilla.

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