Janáček, l’amore per Kamila diventa un romanzo
Leonetta Bentivoglio ricostruisce il legame tra il compositore ceco e la sua musa, tra lettere, desiderio e musica
Il rapporto tra Leoš Janáček e Kamila Stösslová è al centro de «Il musicista e la sirena», il nuovo libro di Leonetta Bentivoglio pubblicato da La Nave di Teseo. La storia comincia nel 1917 e segue undici anni di passione, fino alla morte del compositore nel 1928.
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L’incontro in Moravia
Janáček, già anziano, conobbe Kamila durante l’estate del 1917 in una località termale della Moravia. Lei era giovane, sposata e madre di due figli; tra i due nacque una relazione fatta soprattutto di lettere, attese e incontri brevi.
Per il musicista, Kamila divenne una presenza decisiva, oltre i limiti di un rapporto difficile da realizzare. Bentivoglio racconta come quella passione abbia alimentato la creatività dell’ultima fase della sua vita, quando presero forma opere come «Jenůfa», «Káťa Kabanová» e «L’affare Makropulos».
La scrittrice definisce il loro legame segnato da una forte distanza anagrafica e culturale. Kamila non aveva una formazione musicale e, secondo il ritratto offerto dall’autrice, era quasi analfabeta; proprio questa relazione irregolare diventa il punto di partenza per riflettere sul rapporto tra desiderio e invenzione artistica.
Lettere e creazione musicale
«Volevo indagare la forza del legame tra amore e creatività», spiega Bentivoglio, che ha lavorato al libro per diversi anni. Il volume non è un saggio musicologico, anche se la musica accompagna il racconto e contribuisce a delineare la personalità di Janáček, descritto come un autore interamente guidato dalla propria vocazione.
Le lettere inviate dal compositore a Kamila mostrano, nella lettura della scrittrice, una passione concreta e viscerale, non soltanto idealizzata. Il libro segue così il passaggio dal sentimento privato alle opere, osservando come la musa sia entrata nell’immaginario del musicista e nelle figure femminili del suo teatro.
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La narrazione alterna la vicenda dei due protagonisti agli interventi dell’autrice. Bentivoglio racconta in prima persona le proprie ricerche e inserisce riflessioni in corsivo, mantenendo il punto di vista principale legato a Janáček.
Le ricerche tra Brno e Praga
Per documentare la storia, Bentivoglio ha visitato più volte la Cechia. A Brno ha seguito le tracce del compositore e ha visitato la casa in cui visse, oggi trasformata in museo; a Praga ha cercato i luoghi della sua formazione e della sua attività teatrale.
Tra le tappe delle sue indagini ci sono il conservatorio frequentato da Janáček e il teatro dell’opera dove furono rappresentati i suoi lavori. L’autrice ha inoltre fatto riferimento agli scritti di Milan Kundera, ammiratore della musica di Janáček e figlio di un musicista legato al compositore.
«Il musicista e la sirena» sarà presentato giovedì 29 ottobre a Roma, alla Libreria Eli di viale Somalia. Un secondo appuntamento è previsto il 5 novembre al Senato, nella sala Caduti di Nassirya.
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