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Cultura 3 min di lettura1 ora fa

Nel Parco di Ercolano riaprono due domus dopo decenni

La Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio ampliano il percorso tra decorazioni, arredi e ambienti restaurati

La Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio sono tornate visitabili al Parco Archeologico di Ercolano dopo decenni di chiusura. Le due dimore sono state inserite nel percorso aperto al pubblico grazie al Progetto Domus.

L’apertura consente di osservare due modelli abitativi molto diversi della città romana: una residenza ampia e raffinata affacciata sul mare e un edificio più popolare, con bottega e alloggi distribuiti su più livelli.

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Due abitazioni molto diverse

La Casa dell’Atrio a Mosaico conserva ambienti decorati, elementi lignei carbonizzati e un giardino sul quale si affacciano gli spazi restaurati. Nell’atrio è visibile il pavimento che ha dato il nome alla dimora, segnato dalla pressione dei materiali vulcanici accumulati dopo l’eruzione del 79 d.C.

Dal salone monumentale, l’Oecus Aegyptius, si può osservare l’atrio e il grande mosaico pavimentale. Gli intonaci e i controsoffitti decorati completano la visita degli ambienti della residenza, dove gli effetti dell’eruzione sono rimasti leggibili anche nelle strutture in legno.

La Casa a Graticcio restituisce invece l’immagine di un fabbricato più semplice, simile a un piccolo condominio. Al piano terreno si trovava una bottega, mentre al primo piano sono ancora presenti arredi e spazi abitativi.


Il primo piano aperto ai visitatori

La dimora offre anche una prospettiva inedita sul cardo IV, l’antica strada che conduceva verso il mare. È la prima casa del sito nella quale il pubblico può salire al piano superiore e guardare dall’alto il tracciato stradale.

La direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo, ha spiegato che la riapertura mostra il metodo seguito con il Progetto Domus: le abitazioni vengono trattate come parti di un patrimonio da seguire con interventi costanti. Il lavoro, ha aggiunto, prosegue insieme al Packard Humanities Institute attraverso una collaborazione pubblico-privata attiva da oltre venticinque anni.

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Il programma di recupero

Con le due nuove aperture, il programma dedicato a sei dimore del sito ha raggiunto un’altra tappa. L’iniziativa è nata per intervenire su coperture deteriorate, danni legati agli agenti atmosferici e problemi nelle strutture antiche.

Prima di queste riaperture erano tornate accessibili la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, nel marzo 2025, oltre alla Casa del Mobilio Carbonizzato, riaperta nel luglio 2026.


Manutenzione dopo l’apertura

Luca Mercuri, direttore generale Musei, ha definito il risultato un esempio delle politiche di conservazione, accessibilità e valorizzazione promosse dalla Direzione generale Musei. Secondo Mercuri, Ercolano unisce la tutela programmata del patrimonio all’ampliamento graduale delle possibilità di visita.

La riapertura non conclude gli interventi. Una volta garantite le condizioni necessarie per l’accesso, continueranno le attività sugli apparati decorativi e sugli arredi che richiedono ulteriori cure, insieme al monitoraggio degli edifici già recuperati.

Jane Thompson, che dal 2001 coordina la collaborazione pubblico-privata per conto delle fondazioni Packard, ha ricordato la complessità del lavoro, svolto sia sui resti antichi sia sui restauri realizzati durante gli scavi a cielo aperto diretti da Amedeo Maiuri. Il centenario di quella stagione di scavi sarà celebrato il prossimo anno.

Le attività già inserite nella programmazione del Parco serviranno a completare il recupero delle altre dimore e ad aumentare progressivamente gli spazi visitabili.

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