Lombardia, 117 aperture in 48 Comuni: i tesori da scoprire in autunno
Il 10 e l’11 ottobre 2026 tornano le Giornate Fai d’Autunno, con oltre 700 luoghi visitabili in Italia e numerose aperture speciali in Lombardia.
In Lombardia saranno 117 i luoghi accessibili in 48 Comuni durante la quindicesima edizione delle Giornate Fai d’Autunno. L’appuntamento è fissato per sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, quando in tutta Italia oltre 700 beni, spesso chiusi al pubblico o poco conosciuti, potranno essere visitati con un contributo libero.
L’iniziativa coinvolgerà 350 città e sarà curata dalle Delegazioni e dai Gruppi Fai, con il supporto decisivo dei volontari, soprattutto giovani. Il percorso attraverserà edifici storici, paesaggi, chiese, teatri, castelli, aree naturali, collezioni d’arte e architetture contemporanee, offrendo una lettura diffusa del patrimonio italiano.
Milano tra memoria e innovazione
Nel capoluogo lombardo il programma metterà a confronto testimonianze del passato e trasformazioni urbane recenti. Tra le aperture più attese figura CityWave, edificio di CityLife ancora in costruzione, progettato da Big – Bjarke Ingels Group: i due corpi della struttura sono uniti da una grande copertura sospesa a forma di onda, lunga oltre 200 metri e rivestita da più di 11.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici.
Per gli appassionati d’arte ci saranno due occasioni dedicate a Giambattista Tiepolo. A Palazzo Dugnani, chiuso da diversi anni, si potranno ammirare gli affreschi settecenteschi commissionati nel 1731 dalla famiglia Casati; a Palazzo Isimbardi sarà invece visibile il grande dipinto sul soffitto della Sala Giunta, l’Apoteosi di Angelo della Vecchia, arrivato a Milano da un palazzo vicentino.
Il percorso milanese comprenderà anche Palazzo delle Finanze, con il caveau, il rifugio antiaereo e la loggia utilizzata in passato per le estrazioni del lotto. Tra i punti panoramici spiccano la torre Gioia 22, alta 120 metri, e Palazzo Lombardia, dal cui Belvedere al 39° piano si osserva la città a 360 gradi.
Fabbriche, ville e paesaggi
Il legame tra patrimonio e produzione sarà al centro di due aperture in provincia di Milano. A Binasco il Mumac racconterà la storia della macchina per il caffè espresso attraverso design, tecnologia e abitudini di consumo; a Novate Milanese la Fonderia Artistica Cubro mostrerà le fasi della fusione a cera persa, tecnica utilizzata anche per opere di Adolfo Wildt, Arturo Martini, Giacomo Manzù e Luciano Minguzzi.
Nel Parco di Monza si potranno visitare Villa Mirabello e Villa Mirabellino, insieme al Belvedere dei Liriodendri progettato da Luigi Canonica, architetto di Napoleone. Il recupero di quest’ultimo spazio è stato sostenuto dal programma Fai I Luoghi del Cuore e l’inaugurazione è prevista proprio sabato 10 ottobre. A Tavernola, in provincia di Como, sarà invece aperto il Cantiere Navigazione Laghi, dove vengono riparati e assemblati i battelli.
A Comerio, nel Varesotto, l’ex stabilimento Ignis offrirà uno sguardo sulla storia industriale italiana e sul futuro riuso dell’area. A Somma Lombardo sarà possibile entrare a Villa Dolci Melzi, nata nel Seicento come convento e poi trasformata in dimora lombarda con funzioni agricole: conserva ambienti neoclassici, uno scalone monumentale, elementi in ferro battuto e arredi provenienti dal Teatro Regio di Torino.
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Le aperture nelle altre province
A Bergamo verrà presentato per la prima volta il Seminario Vescovile Giovanni XXIII, compresi gli spazi dedicati alla formazione dei sacerdoti. L’edificio combina strutture più antiche e aggiunte novecentesche, creando un insieme caratterizzato da passaggi articolati, dislivelli e prospettive insolite.
In provincia di Pavia il Castello di Montù Beccaria consentirà l’accesso inedito agli ambienti interni. Il percorso comprenderà il refettorio, le celle dei chierici, i corridoi voltati e la sala della musica, ricavata nell’abside dell’antica chiesa appartenuta al convento e al collegio dei Barnabiti.
A Brescia il pubblico potrà scendere nella storia romana con la visita alle Terme pubbliche di Palazzo Poncarali Oldofredi, risalenti al I secolo e affiancate da una necropoli tardoantica. Il sito archeologico è conservato sotto l’edificio che ospita il liceo dal 1925.
A Cremona, infine, l’apertura di Palazzo Manna permetterà di seguire la storia della città attraverso una residenza nobiliare stratificata nel tempo. La visita includerà anche la raccolta di strumenti antichi della Società Filarmonica Ruggero Manna.
Un sostegno concreto al patrimonio
L’edizione 2026 riserverà un’attenzione particolare ai mestieri tradizionali, alla manifattura e alla creatività produttiva italiana. Il Fai ha costruito questo itinerario anche con la collaborazione di Confindustria e Museimpresa, per collegare beni culturali, competenze artigiane e identità locali.
La partecipazione avverrà con un contributo libero. Ogni donazione contribuirà alle attività della Fondazione per la tutela e la valorizzazione dei luoghi italiani, trasformando le visite in un sostegno diretto alla conservazione del patrimonio.
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