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Cultura 2 min di lettura2 ore fa

Ferrara, il palazzo BPER apre alla città: la sfida culturale di Gulinelli

L’assessore alla Cultura vede nella nuova sede espositiva un modello di collaborazione tra istituzioni, banca e imprese per ampliare la proposta museale ferrarese.

Ferrara aggiunge un nuovo spazio alla propria offerta culturale e lo fa attraverso una collaborazione tra amministrazione pubblica, mondo bancario e realtà produttive. L’apertura del palazzo BPER, accompagnata dalla mostra temporanea “VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, viene indicata dall’assessore Marco Gulinelli come un’occasione per rafforzare la presenza della città nel panorama culturale anche oltre i confini locali.


La cultura nasce dalla collaborazione

Secondo Gulinelli, assessore alla Cultura, Monumenti Storici e Civiltà Ferrarese del Comune di Ferrara, la restituzione dell’edificio alla comunità amplia un patrimonio museale già significativo. Il nuovo allestimento, ha spiegato, entrerà nel circuito delle istituzioni culturali cittadine e offrirà al pubblico un ulteriore punto di accesso all’arte.

“Restituire alla comunità questo palazzo aperto con un’ulteriore offerta museale, che si unisce a quelle che Ferrara già possiede, significa tantissimo perché dimostra come le amministrazioni debbano collaborare con le istituzioni bancarie, le associazioni e le imprese”, ha dichiarato l’assessore durante la presentazione dell’esposizione a Palazzo Barbantini-Koch.


Un’esposizione dentro una rete più ampia

La rassegna dedicata ai fiori attraversa temi come il fascino, il ricordo e la caducità, mettendo in dialogo opere riconducibili ad Hayez e Casorati. L’iniziativa fa parte del progetto “Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso”, che riunisce le sedi storiche del gruppo presenti a Modena, Ferrara e L’Aquila.

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Il programma punta a trasformare questi edifici in luoghi destinati alla tutela, all’approfondimento e alla condivisione pubblica delle opere e dell’architettura appartenenti alla collezione della banca. Per Gulinelli, il valore dell’operazione non riguarda soltanto la possibilità di visitare una mostra, ma anche la costruzione di una proposta culturale più articolata.


L’obiettivo: portare Ferrara al centro

L’assessore ha sostenuto che iniziative di questo tipo non dovrebbero essere valutate esclusivamente in base al contenimento dei costi. L’apertura di un edificio di tale rilievo con esposizioni di alto livello, ha aggiunto, può mettere in relazione competenze e soggetti diversi attorno a un obiettivo condiviso.

“Avere un palazzo così importante che apre con esposizioni di questo livello è un elemento virtuoso che mette in circolo diverse trasversalità per un unico scopo: rendere Ferrara una città al centro dell’attenzione, non solo locale e regionale, ma proprio internazionale”, ha concluso Gulinelli.

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