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Cultura 3 min di lettura23 set

Ettal, il barocco che nasconde birra, leggende e un santuario

Tra le montagne bavaresi, l’abbazia unisce culto, arte rococò e attività ancora vive: dalla Madonna venerata da secoli al birrificio attivo dal 1609.

Il messaggio più forte di Ettal sta nella sua capacità di tenere insieme devozione, arte e vita quotidiana. Nel complesso monastico, la Madonna legata alla tradizione locale convive con la cupola settecentesca, le campane e una produzione di birra che va avanti da oltre 400 anni.


Una comunità che non è solo preghiera

A rendere unico il sito non è soltanto la basilica: intorno al monastero continuano a muoversi attività molto diverse, dalla scuola superiore al negozio monastico, fino alla fabbricazione di liquori e alla birra. Ettal resta infatti in mano ai benedettini e conserva una funzione religiosa accanto a quella economica e culturale.


Dentro il complesso barocco

Chi entra nel recinto trova prima un giardino in lieve pendenza, poi la facciata monumentale della basilica con i due campanili di forma diversa. L’interno colpisce per la luce delle 11 finestre e per la grande volta dipinta da Johann Jakob Zeiller, dove santi e Trinità sembrano aprire un cielo sopra la navata.


Dalla leggenda alla ricostruzione

Le origini risalgono ad aprile 1330, quando Ludovico IV di Baviera, noto anche come Ludovico il Bavaro, fece nascere il monastero dopo il rientro dalla campagna in Italia. Alla base c’era un voto, ma anche un progetto più ampio: favorire lo sviluppo della zona, proteggere le vie di passaggio e dare una sede a cavalieri e consorti. La tradizione, invece, lega tutto a una Madonna arrivata da Pisa e affidata al sovrano da un angelo in una visione.

La prima chiesa fu portata a termine nel 1370, mentre nel 1710 il complesso ospitava già un’accademia cavalleresca. Il colpo più duro arrivò nel 1744, quando un incendio distrusse il tempio e gran parte degli edifici monastici. La fase successiva ridisegnò l’insieme grazie al lavoro di Enrico Zucalli, Joseph Schmuzer e degli artisti che decorarono gli interni, tra cui Johann Baptist Zimmermann, Johann Georg Üblherr e Johann Jakob Zeiller.


Altari, pulpito e sacrestia

Nel presbiterio domina l’altare maggiore, finito nel 1790, dove la piccola Madonna di Ettal è inserita in una struttura ricca di intagli, colonne dorate e pietre preziose. La pala, con l’Assunzione di Maria, porta la firma di Martin Knoller; lungo la navata si incontrano poi sei altari laterali della metà del Settecento, scolpiti da Johann Baptist Straub.

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Anche il pulpito, realizzato tra il 1759 e il 1760, merita attenzione per il rilievo dorato della Natività. Poco distante compare il busto di Padre Rudolph Mayer, memoria del suo esilio durante il nazismo, mentre l’organo barocco risale a circa il 1763 ed è opera di Johann Georg Hörterich. La sacrestia, infine, è considerata uno dei migliori esempi rococò della Germania meridionale.

Il percorso non finisce nella chiesa: dal corpo principale si passa al Kreuzgang, dove sono raccolte le tombe dei monaci. All’esterno, vicino all’accesso occidentale, si incontra anche la Schwedensäule, la Colonna degli Svedesi, legata alla Guerra dei Trent’anni.


Tra visita e produzione monastica

La parte più concreta della visita riguarda anche ciò che il monastero produce. Il birrificio, attivo dal 1609, continua la tradizione brassicola locale, mentre il liquorificio porta avanti ricette tramandate da circa 400 anni. Nella zona si può inoltre entrare in un caseificio o in un laboratorio di intaglio del legno, segno di un’economia ancora intrecciata con la comunità.

Ettal si trova lungo la B23, tra Garmisch-Partenkirchen e Oberammergau, nel territorio dell’Ammergau. Il confine del Brennero dista circa 115 km passando per Garmisch-Partenkirchen e Innsbruck, mentre la basilica risulta accessibile anche a chi ha mobilità ridotta grazie a percorsi e rampe dedicati.

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