Vincenzo De Caro scopre in famiglia il legame con Mutolo
Da bambino ascoltava discorsi interrotti; anni dopo ha collegato Gaspare Mutolo alla storia della nonna e del nonno.
Vincenzo De Caro ha ricostruito in un film la storia della propria famiglia e il legame con Gaspare Mutolo, fratello di sua nonna. La verità è emersa dopo anni segnati da silenzi e allusioni.
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La scoperta su Gaspare Mutolo
Soltanto da adulto De Caro ha capito che quel parente era Gaspare Mutolo, uomo di Cosa nostra, già sicario, autista di Totò Riina e in seguito collaboratore di giustizia.
Il rapporto di parentela è rimasto a lungo nascosto nei racconti familiari. De Caro ha scelto di indagare sul passato e di trasformare quella ricerca in un film dedicato alla vicenda della sua famiglia.
I silenzi ascoltati da bambino
Quando era piccolo, De Caro percepiva che tra gli adulti esistevano argomenti proibiti. Le conversazioni si fermavano all’improvviso e comparivano riferimenti indiretti a un generico “fatto”, senza spiegazioni.
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«In casa c’erano sempre racconti in codice, ho voluto conoscere la verità», ha raccontato De Caro ricostruendo l’origine della sua ricerca.
Il nonno contro la mafia
Nella storia familiare compare anche il nonno Vincenzo, descritto come una persona che ha affrontato la mafia, compresa quella presente all’interno della stessa famiglia.
Il film mette quindi a confronto due percorsi opposti: da una parte quello di Gaspare Mutolo, inserito in Cosa nostra e poi passato dalla parte dello Stato; dall’altra quello del nonno di De Caro, che ha sfidato l’ambiente mafioso.
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