Vigne del Monferrato, paghe da 2 euro: scoperto il sistema dei caporali
Tre persone sono state denunciate dopo i controlli dei carabinieri in una casa fatiscente e nei campi del basso Monferrato.
Una paga di appena 2 euro all’ora e più della metà del compenso sottratta ai lavoratori per coprire vitto e alloggio. È il quadro emerso nelle campagne del basso Monferrato, dove un’indagine dei carabinieri ha portato alla denuncia di tre persone per presunta intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Il dormitorio nel centro del paese
L’attività investigativa è partita da un movimento anomalo di cittadini stranieri attorno a un’abitazione degradata di Grazzano Badoglio. All’interno, i militari della stazione di Moncalvo e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti hanno trovato 15 posti letto, in parte sistemati direttamente sul pavimento, oltre a un impianto elettrico improvvisato.
La struttura presentava anche gravi carenze igieniche e servizi sanitari non adeguati al numero degli ospiti. Le persone alloggiate erano tutte di nazionalità rumena e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, al loro arrivo venivano privati dei documenti d’identità.
Lavoro nero tra i filari
Il reclutamento sarebbe stato gestito da due cittadini rumeni, padre e figlio, entrambi residenti a Casale Monferrato. I lavoratori venivano prelevati nelle prime ore del mattino e trasportati nelle aziende agricole della zona, compresa una realtà situata a Castelletto Merli.
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Nei vigneti i braccianti operavano senza regolare contratto, senza protezioni sanitarie e privi dei dispositivi necessari per lavorare in sicurezza. La somma riconosciuta sarebbe stata di 2 euro per ogni ora di attività, mentre i gestori del sistema avrebbero trattenuto oltre il 50% del compenso complessivo con la giustificazione delle spese per vitto e ospitalità.
Sanzioni e attività sospesa
Oltre ai due presunti caporali, è stato denunciato anche un imprenditore agricolo del posto. Nei suoi confronti sono stati contestati il ricorso a manodopera irregolare e le condizioni di impiego rilevate durante gli accertamenti.
Per l’azienda sono state disposte sanzioni penali e amministrative per un totale di 42.000 euro, insieme alla sospensione dell’attività. La posizione dei tre indagati è ora al vaglio della Procura di Vercelli, alla quale dovranno rispondere delle ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
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Le due persone convocate non sono legate alle vittime, ma a testimoni già sentiti dagli investigatori; al momento non risultano indagati.
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