4.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Verdone torna al cinema nel 2027: ma l’AI lo spaventa

Dopo Scuola di Seduzione, Carlo Verdone prepara un nuovo film e avverte sui rischi della tecnologia e sulla crisi delle sale.

Carlo Verdone ha già fissato il prossimo appuntamento con il grande schermo: la nuova pellicola dovrebbe arrivare sul set nel 2027. Il regista ha raccontato di aver completato una prima versione della sceneggiatura durante l’estate e di essere ora impegnato nelle revisioni prima di sottoporla al produttore.


Il ritorno dopo Scuola di Seduzione

L’ultimo lavoro di Verdone, Scuola di Seduzione, è uscito su Paramount+. Il prossimo progetto segnerà invece un nuovo passaggio nelle sale, un ambiente che l’attore e autore considera oggi particolarmente fragile.

Sul calendario produttivo, Verdone ha spiegato: "Girerò nel 2027". Prima dell’avvio delle riprese, il copione dovrà essere ulteriormente sistemato e valutato con il produttore.


L’intelligenza artificiale divide il cinema

A preoccupare il regista non è soltanto la contrazione degli incassi. Verdone teme che un impiego senza limiti dell’intelligenza artificiale possa ridurre lo spazio per la creatività umana e mettere in difficoltà professionisti come sceneggiatori, doppiatori e altri lavoratori del settore.

Il suo timore riguarda un cinema costruito principalmente da sistemi automatici, con il rischio di perdere autorialità e trasformare i film in prodotti simili a videogiochi. "Se entra nell’arte, l’arte finisce", ha dichiarato, definendo l’AI una tecnologia estremamente potente e potenzialmente capace di generare disoccupazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


I giovani autori cercano idee nuove

Le riflessioni sono emerse durante la presentazione della diciassettesima edizione del Premio Mario Verdone, riconoscimento dedicato agli esordienti italiani e inserito nel programma del prossimo Festival del Cinema Europeo di Lecce.

Secondo Verdone, la situazione delle sale mette sotto pressione tanto chi muove i primi passi quanto i registi più esperti. Le garanzie che caratterizzavano gli anni Ottanta e Novanta, ha osservato, non esistono più nemmeno quando il cast comprende interpreti affermati.

Per reagire alla crisi, il regista individua nella scrittura il principale punto di ripartenza: servono storie non convenzionali, capaci di sorprendere e di osservare il presente da prospettive insolite. "Bisogna puntare sulla forza delle sceneggiature e delle idee", ha detto Verdone, indicando nell’originalità dei soggetti una possibile risposta all’incertezza del mercato.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere