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Cronaca 1 min di lettura19 ore fa

Cairo, Tajani ridimensiona il verdetto: il Paese non è stato giudicato

Il vicepremier richiama il fatto che il procedimento è ancora al primo grado e riguarda soltanto tre persone, non l’intero Stato egiziano.

Il vicepremier Antonio Tajani invita a leggere con cautela la decisione arrivata dal tribunale. Nella sua ricostruzione, il procedimento non ha coinvolto direttamente il Cairo come soggetto statale e non può ancora essere considerato definitivo.


Tajani delimita il significato della sentenza

Il punto sottolineato da Tajani riguarda innanzitutto l’ambito del giudizio: a essere esaminate sono state le posizioni di tre persone, non la responsabilità del Paese. Una distinzione che, secondo il vicepremier, impedisce di attribuire automaticamente l’esito all’Egitto.

«Siamo solo al primo grado e non è stato giudicato il Paese ma solo tre persone», ha affermato Tajani. Con queste parole, il ministro ha insistito sia sul carattere non definitivo della pronuncia sia sulla necessità di separare il procedimento individuale da un eventuale coinvolgimento istituzionale del Cairo.

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Il nodo dei possibili danni

La precisazione del governo si inserisce anche nella discussione sulle conseguenze economiche della vicenda. Se il giudizio riguarda esclusivamente tre imputati, resta da chiarire quale spazio possa avere la questione dei danni e su quali basi possa essere valutata.

Per ora, Tajani non considera la decisione una condanna rivolta allo Stato egiziano. Il richiamo al primo grado lascia inoltre aperta la possibilità di ulteriori passaggi giudiziari, prima di arrivare a un esito conclusivo.

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