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Cronaca 3 min di lettura5 giorni fa

Venturini, la maternità e le paure: «Alle mamme serve una rete

Dopo l’esperienza vissuta con la prima figlia, la conduttrice ha creato Sole per sostenere donne in difficoltà economica, psicologica e familiare.

Una madre con due figli di 3 e 6 anni le ha scritto dal Sud: non riusciva ad arrivare al 10 del mese, dipendeva dai pacchi della Caritas e temeva il distacco della luce per le bollette non pagate. I bambini erano fuori dalla fascia d’età prevista dallo statuto di Sole, l’associazione fondata da Giorgia Venturini, ma la conduttrice ha deciso di intervenire comunque con risorse personali.

Il caso racconta il tipo di richieste che raggiungono ogni giorno il progetto. «Un singolo gesto non cambia le cose: serve un supporto sistemico», ha spiegato Venturini, che ricorda anche il sostegno ottenuto attraverso importanti fondi del Ministero dell'Economia e delle Finanze.


La solitudine pesa più dell’imprevisto

A rivolgersi all’associazione sono soprattutto donne senza una rete familiare, comprese single e separate che lavorano ma non riescono a coprire tutte le spese. Molte esitano a esporsi e confessano in privato di provare vergogna nel domandare aiuto, mentre altre cercano un sostegno pratico per affrontare la quotidianità con un neonato.

Venturini risponde direttamente tramite una chat WhatsApp collegata al suo numero. Non si limita al ruolo di fondatrice: ascolta dubbi, paure e problemi concreti, anche quelli apparentemente più piccoli, come l’ansia legata al primo giorno di nido. Secondo lei, il benessere della madre ha conseguenze anche su quello del bambino.


Dalla ferita alla nascita di Sole

La spinta a occuparsi di questo tema arriva dalla sua prima maternità. Sole Tea, la primogenita, è nata con problemi di salute e quei mesi hanno lasciato nella conduttrice un senso profondo di smarrimento. «È stato il momento più difficile della mia vita», ha raccontato, spiegando di essersi sentita senza punti di riferimento dopo la recente scomparsa della madre e con i familiari lontani.

A sostenerla fu Claudia Laurelli, una puericultrice diventata poi sua amica e compagna nella nascita dell’associazione. Venturini ammette di aver commesso errori, perché si è trovata ad affrontare per la prima volta una realtà sconosciuta. Proprio da quella esperienza è maturata la convinzione che chiedere sostegno non rappresenti una debolezza.


Più assistenza nei primi giorni

Per la conduttrice, negli ospedali pubblici manca una figura capace di accompagnare la madre subito dopo il parto. Ostetriche e ginecologi hanno competenze specifiche, ma servirebbe anche una professionista in grado di spiegare l’allattamento, interpretare il pianto del neonato e preparare la famiglia al rientro a casa.

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Il tema era emerso con forza dopo le polemiche sul rooming-in del 2023, esplose in seguito alla morte di un bambino mentre veniva allattato dalla madre in un ospedale di Roma. Venturini attribuisce parte delle difficoltà alla carenza di personale: poche infermiere, turni pesanti e madri che hanno bisogno di chiamare più volte per ricevere assistenza.


La seconda maternità riapre il futuro

A 4 anni, i problemi di salute di Sole Tea sono stati superati. Le conseguenze emotive, però, non sono scomparse del tutto: alcune paure restano e, secondo Venturini, certe fragilità devono essere affrontate con attenzione anche quando l’emergenza è finita.

La nascita di Pietro Romano, arrivato con la fecondazione assistita, le ha permesso di vivere la gravidanza con maggiore serenità. «Questa seconda maternità mi sta aiutando a guarire», ha detto, sottolineando la positività con cui ha attraversato questa nuova esperienza.


Il lavoro torna in televisione

Venturini è rientrata in attività appena un mese dopo la nascita del figlio. Dal 16 settembre conduce per il quinto anno X-Style su Canale 5, un impegno che affronta con più sicurezza rispetto agli inizi e che le consente di continuare a coltivare il suo interesse per moda, attualità e tendenze.

Portare in televisione i temi legati alla maternità sarebbe, a suo avviso, un passo importante. La fascia pomeridiana potrebbe diventare uno spazio utile per parlare alle donne che tengono la televisione accesa anche soltanto per non sentirsi sole, riportando al centro il bisogno di confronto e di comunità.

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