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Cronaca 1 min di lettura15 ott

Venti minuti di silenzio, poi la confessione: cosa è successo a Monteverde

Due minorenni sono accusati di tentato omicidio dopo le aggressioni commesse a bordo di una minicar nel quartiere romano di Monteverde.

Dopo circa 20 minuti senza rispondere alle domande, i due minorenni avrebbero ammesso il proprio coinvolgimento nelle aggressioni avvenute a Roma. I fatti contestati si sono verificati nel quartiere Monteverde e hanno portato all’accusa di tentato omicidio.

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Il silenzio prima dell’ammissione

Durante il confronto, i ragazzi sarebbero rimasti in silenzio per una ventina di minuti. Solo in un secondo momento avrebbero riconosciuto di essere coinvolti negli episodi finiti al centro dell’indagine.

Le aggressioni sarebbero state compiute utilizzando una minicar, elemento che ha caratterizzato i raid avvenuti nelle strade di Monteverde. I minorenni sono quindi chiamati a rispondere di accuse particolarmente gravi, tra cui il tentato omicidio.

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La spiegazione dei due minorenni

A determinare la confessione sarebbe stata anche la motivazione riferita dagli stessi ragazzi. Agli investigatori avrebbero detto: «Lo abbiamo fatto per divertimento».

L’ammissione riguarda dunque le incursioni contestate nel quartiere romano, ma il procedimento dovrà ora chiarire il ruolo preciso di ciascuno e la dinamica delle aggressioni. I due restano accusati in relazione ai fatti avvenuti a bordo della minicar.

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