1.065notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura39 min fa

Vent’anni di isolamento, ora il carcere: condanne definitive a Campobasso

La Corte di Cassazione ha respinto le impugnazioni dei coniugi Donato Corsillo e Antonietta Iapaolo, ritenuti responsabili delle violenze contro Lucia Corsillo.

Per oltre due decenni Lucia Corsillo sarebbe stata privata della libertà e dei contatti con l’esterno nella casa del fratello. Ora la vicenda giudiziaria si è conclusa: Donato Corsillo e la moglie Antonietta Iapaolo dovranno scontare una pena detentiva di cinque anni ciascuno e si prepara per loro l’ingresso in carcere.

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


La decisione chiude il processo

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato infondati i ricorsi presentati dalla difesa. Il verdetto rende irrevocabile la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Campobasso, che aveva lasciato inalterata la decisione già pronunciata dal Tribunale di Campobasso.

I due coniugi erano imputati per condotte vessatorie e per la privazione della libertà personale ai danni di Lucia Corsillo, sorella di Donato. Nel giudizio davanti alla Suprema Corte sono state accolte le richieste della parte civile, assistita dall’avvocata Tina De Michele.


Una libertà cancellata per decenni

Il caso era venuto alla luce nel settembre 2022, dopo una segnalazione che aveva portato i militari dell’Arma a intervenire a Casalciprano, nel territorio della provincia di Campobasso. All’interno di un ambiente vicino alla legnaia dell’abitazione occupata dal fratello e dalla cognata, gli investigatori avevano trovato la donna, che all’epoca aveva 67 anni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il locale non disponeva né di servizi igienici né di un impianto di riscaldamento. L’accesso era controllabile solo da chi si trovava fuori, una condizione che avrebbe impedito a Lucia Corsillo di allontanarsi senza l’intervento di altre persone.


Le limitazioni accertate nei giudizi

Stando a quanto ricostruito nei vari gradi di giudizio, la donna avrebbe vissuto per più di vent’anni in una situazione di forte isolamento, sottoposta a rinunce e restrizioni. Tra gli aspetti contestati c’era anche l’impossibilità di intrattenere rapporti ordinari con l’esterno.

Le limitazioni riguardavano persino la possibilità di visitare liberamente il cimitero e la tomba del marito. La pronuncia depositata dopo la camera di consiglio relativa all’udienza pubblica del 21 ottobre ha così confermato in via definitiva le responsabilità dei due imputati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere