Vecchioni torna sul palco dopo il ricovero: “Potrebbe essere l’ultima volta
A Roma il cantautore ha raccontato la lunga convalescenza, il timore di morire e il legame con il pubblico, annunciando altri mesi lontano dalle esibizioni.
Il ritorno di Roberto Vecchioni sul palco è stato accompagnato da una confessione che ha lasciato il segno. La sera del 1° ottobre, al teatro Brancaccio di Roma, il cantautore ha spiegato di essere ancora in fase di recupero e di non sapere quando potrà esibirsi di nuovo.
Davanti al pubblico, emozionato dopo mesi di assenza, ha chiesto vicinanza e ha avvertito: «Forse questa sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare». La serata, fortemente desiderata, è diventata così un momento di incontro ma anche di bilancio dopo un periodo segnato da gravi problemi di salute.
Il ritorno dopo la paura
Vecchioni ha ricordato il ricovero e le condizioni in cui si trovava quando avrebbe dovuto esibirsi in precedenza. Ha raccontato di essere stato in ospedale con un tubo in gola e di aver scelto comunque di rispettare l’impegno con il pubblico, nonostante una convalescenza ancora in corso.
Prima dell’appuntamento romano, il cantautore aveva cantato soltanto a Milano. In quell’occasione aveva invitato anche i 23 componenti dell’équipe del Fatebenefratelli che lo aveva seguito, compresi quattro cardiologi: tre avevano sconsigliato l’esibizione, mentre uno riteneva possibile affrontarla. Vecchioni ha detto di aver seguito proprio quel parere, affidandosi alla convinzione che contino soprattutto intenzione e contenuto.
Il dialogo che lo ha segnato
Nel corso del concerto il cantautore ha ripercorso anche i momenti più duri della degenza. Ha raccontato di essersi sentito in condizioni disperate e di aver domandato a un’infermiera se stesse per morire. La risposta, tanto asciutta quanto spiazzante, è stata: «Prima o poi tutti dobbiamo morire».
A maggio, durante alcune ospitate televisive, Vecchioni aveva già parlato del malore accusato all’inizio del 2026 mentre guardava una partita dell’Inter. Aveva descritto una paralisi improvvisa dei movimenti e una condizione sospesa, tra il rischio concreto per la vita e l’intervento dei cardiochirurghi che lo hanno assistito.
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Daria Colombo e la salute mentale
Una parte particolarmente intensa della serata ha riguardato la salute mentale. Daria Colombo, moglie di Vecchioni, è salita sul palco per presentare le attività della fondazione dedicata al figlio e impegnata a contrastare lo stigma legato ai disturbi psichici.
Colombo ha ricordato la frase pronunciata dal figlio, «Mamma, mi vergogno», indicandola come il simbolo di una sofferenza che non deve più essere nascosta. Il suo appello ha riguardato soprattutto le famiglie, che troppo spesso affrontano queste situazioni senza sostegno e rischiano di rimanere isolate.
Una ripartenza ancora fragile
Il cantautore, 82 anni, ha descritto la convalescenza come una sorta di rinascita. Durante i giorni in ospedale ha dovuto fare i conti con la fragilità del corpo, con numerose terapie e con il disagio di mostrarsi in una condizione diversa da quella abituale.
A sostenerlo, secondo il suo stesso racconto, sono stati soprattutto l’amore della moglie e quello dei figli. Dopo il ricovero è tornato a scrivere e ha anche smesso di fumare: ha spiegato di non toccare più una sigaretta da quattro mesi, definendo questa scelta la rinuncia all’ultimo vizio rimasto.
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