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Cronaca 2 min di lettura31 min fa

Università, la sfida del Codau: nessun ateneo resti ai margini

Pietro Di Benedetto richiama il valore delle realtà più piccole e chiede una cooperazione capace di unire istituzioni diverse per territorio e dimensioni.

Dal 15 al 17 novembre, l’Università della Calabria ospiterà il Convegno Nazionale “Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana”. Direttori generali e rappresentanti del sistema universitario si confronteranno sulle questioni che incidono quotidianamente sulla gestione degli atenei.

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Una rete senza università di serie B

L’appuntamento sarà animato dall’idea che il sistema debba procedere in modo compatto, senza affidare la spinta soltanto agli atenei più grandi o considerati leader. «È fondamentale procedere uniti, evitando che siano soltanto gli atenei leader o più grandi a trainare il gruppo: ogni università può dare il proprio contributo», ha affermato Pietro Di Benedetto.

Secondo il vicepresidente del Codau, le università devono tenere insieme due responsabilità: rispondere alle necessità degli studenti e sostenere i territori nei quali operano. A rendere più complesso questo compito contribuisce anche «un quadro normativo spesso alluvionale, torrentizio e di complessa interpretazione e applicazione», ha osservato Di Benedetto.


Il valore dei campus più piccoli

La dimensione dell’ateneo, per Di Benedetto, non può diventare un criterio per misurarne l’importanza. Molte sedi rappresentano infatti l’unica possibilità, per giovani con buone capacità ma senza le risorse per trasferirsi nelle grandi università o nel Nord Italia, di accedere alla formazione superiore e costruire competenze da riportare nella propria comunità.

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«Molti atenei rappresentano l’unico fattore abilitante del territorio», ha spiegato il direttore generale dell’Università degli Studi dell’Aquila. Il loro ruolo, dunque, non si esaurisce nell’offerta didattica: queste istituzioni possono favorire la crescita locale attraverso la permanenza e il reinvestimento delle professionalità formate.


Il nuovo indirizzo del Codau

La linea indicata da Di Benedetto punta a collegare università differenti per grandezza, caratteristiche e natura giuridica. Le singole istituzioni affrontano problemi specifici, ma la cooperazione dovrebbe individuare criteri comuni capaci di sostenere l’attività amministrativa in contesti pubblici e privati molto diversi.

Il tema è stato rilanciato durante la riunione della Giunta del Codau, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. In quell’occasione Di Benedetto ha presentato il nuovo corso dell’organizzazione come un percorso orientato a riconoscere il peso di ogni ateneo, compresi quelli più contenuti e lontani dai principali poli accademici: «Ciascuna università affronta problematiche specifiche, ma l’elemento qualificante sta nel saper individuare, all’interno della diversità, le linee di continuità e di indirizzo necessarie».

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