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Cronaca 2 min di lettura20 min fa

Università, la sfida dopo il Pnrr: il piano del Codau

Direttori generali e dirigenti universitari puntano su regole più flessibili, risorse tempestive e soluzioni operative per affrontare la fase successiva al Pnrr.

La fase successiva al Pnrr impone agli atenei di programmare con maggiore certezza investimenti e attività, ma gli attuali vincoli finanziari rendono difficile una gestione efficace. Per questo il Codau, l’associazione dei direttori generali delle università, vuole trasformare le competenze tecniche degli atenei in proposte operative da sottoporre alle istituzioni.

L’indicazione è arrivata da Vincenzo Tedesco, presidente del Codau e direttore generale del Politecnico di Torino, durante la terza riunione itinerante della Giunta, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il confronto con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane è stato avviato anche in vista della prossima legge di bilancio.

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Il nodo delle risorse da programmare

Tra le questioni affrontate figurano il fabbisogno degli atenei, i limiti alla spesa e la sostenibilità degli investimenti una volta esaurita la spinta del Pnrr. Tedesco ha spiegato che il Codau intende offrire il contributo dei direttori generali e dei dirigenti universitari, con l’obiettivo di arrivare a misure applicabili e non soltanto a richieste di maggiori finanziamenti.

Un punto particolarmente delicato riguarda il Fondo di finanziamento ordinario. Secondo Tedesco, la presenza di quote vincolate e la definizione tardiva della quota base rendono il fondo poco flessibile e ostacolano la pianificazione delle attività. «Serve un’assegnazione più tempestiva delle risorse, così gli atenei possono organizzare con adeguato anticipo il proprio lavoro», ha osservato il presidente.

Il Codau ha già avviato l’elaborazione di possibili correttivi attraverso gruppi di lavoro dedicati e con il supporto dei responsabili dell’area contabilità e controllo. L’obiettivo è rendere l’utilizzo dei fondi più agile, mantenendo al tempo stesso una gestione efficace e coerente con le esigenze delle diverse università.

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Dalle regole alle soluzioni concrete

Tedesco ha inoltre evidenziato la necessità di considerare l’intero sistema universitario, comprese le istituzioni non statali. Tra i dossier segnalati ci sono le scuole di specializzazione mediche, alle prese sia con il reperimento delle risorse necessarie sia con modalità di finanziamento considerate troppo rigide.

Su alcuni aspetti, ha spiegato il presidente, sarà indispensabile intervenire sulle norme. Altri problemi potrebbero invece essere affrontati con modifiche tecniche rapide, capaci di alleggerire in tempi brevi gli adempimenti e la gestione quotidiana degli atenei.

Le proposte saranno discusse anche al Convegno Nazionale “Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana”, in programma all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre. All’incontro parteciperanno i diversi attori del sistema universitario insieme ai direttori generali, per esaminare le criticità che gli atenei affrontano ogni giorno.

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