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Cronaca 2 min di lettura34 min fa

Un’aula per Federica Torzullo: così Tor Vergata ne custodirà la memoria

L’Università di Roma Tor Vergata ha intitolato uno spazio a Federica Torzullo, laureata nell’Ateneo e uccisa l’8 gennaio 2026.

Un’aula dell’Università di Roma Tor Vergata porterà il nome di Federica Torzullo, laureata in Ingegneria gestionale nel 2011 e vittima di femminicidio l’8 gennaio 2026. La targa è stata scoperta oggi, a Roma, durante una cerimonia alla quale ha partecipato anche Armando Calabrese, docente di Gestione aziendale del dipartimento di Ingegneria dell’Impresa e relatore della sua tesi.

Per l’Ateneo, l’intitolazione non rappresenta soltanto un omaggio formale. Quello spazio continuerà a essere attraversato da studenti, lezioni e progetti, mantenendo il legame tra la giovane ingegnera e il luogo nel quale aveva costruito una parte importante del proprio percorso.

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Un nome dentro la vita universitaria

Rivolgendosi alla famiglia, Calabrese ha spiegato che l’aula conserverà una componente della storia di Federica. «Qui c’è una parte della sua storia e noi ne avremo cura», ha detto il docente, sottolineando come il suo nome resterà inserito nella quotidianità dell’università e potrà suscitare domande sulla persona che lo porta.

L’aula, ha osservato Calabrese, non sarà uno spazio fermo nel ricordo: continuerà a vivere grazie alle attività accademiche. Tra quelle pareti si parlerà di esami, formazione e futuro, mentre gli studenti potranno conoscere la vicenda di una giovane donna che proprio a Tor Vergata aveva studiato e conseguito il titolo di ingegnera.


La tesi conserva il suo percorso

Calabrese ha ricordato di aver seguito Federica durante il lavoro che l’aveva accompagnata verso la laurea in Ingegneria gestionale. La tesi, ha spiegato, raccoglieva mesi di preparazione, analisi e impegno; dopo la discussione era stata archiviata, come accade a molti elaborati universitari, ma oggi consente di ritrovare una parte concreta del suo cammino.

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In quelle pagine, ha aggiunto il professore, restano le competenze maturate e il risultato raggiunto da Federica. Si tratta di una memoria diversa da quella custodita dai familiari, fatta di voce, carattere e momenti condivisi, ma ugualmente legata alla sua identità e agli anni trascorsi nell’Ateneo.


L’impegno dell’Ateneo per ricordarla

Durante il suo intervento, Calabrese ha espresso la speranza che la cerimonia possa trasmettere alla famiglia vicinanza e affetto. Ha inoltre indicato nella continuità del ricordo una responsabilità della comunità universitaria: dedicare tempo e attenzione affinché le persone non restino soltanto nomi, separati dalla loro storia.

«Averla avuta tra i nostri studenti è qualcosa di cui siamo grati», ha affermato il docente. L’università intende così mantenere aperto il rapporto con la famiglia, accogliendola quando tornerà nell’Ateneo e condividendo quelle pagine che testimoniano il percorso di Federica, le sue capacità e il traguardo raggiunto.

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