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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Federica Torzullo, un’aula contro l’indifferenza: il messaggio di Tor Vergata

L’Università di Roma Tor Vergata ha dedicato un’aula alla laureata uccisa ad Anguillara Sabazia, trasformando la memoria in un richiamo quotidiano al rispetto e alla libertà.

La memoria di Federica Torzullo entra nella vita quotidiana dell’Università di Roma Tor Vergata. A Roma è stata scoperta la targa dell’aula intitolata alla giovane, laureata in Ingegneria gestionale nell’ateneo nel 2011 e vittima di femminicidio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, l’8 gennaio 2026.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i genitori, la sorella e il figlio di Federica. La loro presenza, ha sottolineato il rettore Nathan Levialdi Ghiron, ha dato all’iniziativa un valore ancora più intenso, pur senza poter colmare il vuoto lasciato dalla sua morte.

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Un nome che resta nella comunità

Secondo Ghiron, l’intitolazione non deve ridursi a un omaggio formale. L’obiettivo è mantenere il nome di Federica vicino a studenti, docenti e personale, ricordando la persona, il percorso universitario e i legami costruiti, non soltanto la violenza che le è stata inflitta.

“L’Università è una comunità che custodisce storie, riconosce le persone e si interroga sul mondo in cui viviamo”, ha affermato il rettore durante la cerimonia. Per questo, ha aggiunto, l’ateneo deve contribuire a educare al rispetto, alla libertà e alla dignità di ogni individuo.

La targa rappresenta così un punto concreto della memoria universitaria. Ghiron ha espresso a nome dell’intero ateneo la vicinanza alla famiglia, ricordando che nessuna iniziativa o parola può restituire una persona cara, ma può testimoniare che Federica non è stata dimenticata.

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Il richiamo a libertà e rispetto

Nel suo intervento, il rettore ha collegato la dedica alla necessità di riconoscere e contrastare le forme di sopraffazione, controllo e limitazione della libertà femminile. Il rispetto, ha spiegato, non è soltanto un valore teorico: prende forma nei comportamenti, nelle relazioni, nell’educazione e nella capacità di intervenire quando la dignità di qualcuno viene messa in pericolo.

Ghiron ha auspicato che il nome inciso sulla targa non rimanga una semplice scritta, ma diventi un richiamo per chiunque attraverserà quell’aula. La storia di Federica, nelle sue parole, deve spingere la comunità a riconoscere il valore di ogni vita e a costruire condizioni nelle quali ogni donna possa vivere senza paura.

La cerimonia è stata quindi presentata come un gesto di memoria e di vicinanza. L’aula dedicata a Federica Torzullo restituisce alla laureata un posto nella comunità di cui ha fatto parte e mantiene vivo il legame con la sua storia, insieme al pensiero rivolto alla famiglia e a quanti continuano a soffrire per la sua assenza.

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