688notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Federica Torzullo, un’aula di Tor Vergata porterà il suo nome

L’università romana ricorda la laureata uccisa nel gennaio scorso con una cerimonia dedicata alla memoria, alla libertà e alla responsabilità collettiva contro la violenza.

Il nome di Federica Torzullo resterà ogni giorno sotto gli occhi di chi studia a Ingegneria. L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha infatti dedicato alla giovane, vittima di femminicidio nel gennaio scorso, un’aula della facoltà in cui aveva costruito una parte importante del proprio percorso.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


La memoria diventa presenza quotidiana

La cerimonia si è svolta davanti a docenti, studenti e familiari. A coordinare l’incontro è stata Barbara Martini, delegata dell’Ateneo per le Pari opportunità e l’inclusione; sono intervenuti, tra gli altri, il rettore Nathan Levialdi Ghiron, il coordinatore della Macroarea di Ingegneria Massimiliano Caramia, il professor Armando Calabrese, l’avvocato Carlo Mastropaolo e i familiari di Federica, la sorella Stefania e il padre Stefano Torzullo.

Il rettore ha sottolineato che l’università non coincide soltanto con lezioni, ricerca e preparazione professionale, ma rappresenta anche una comunità capace di riconoscere le persone e interrogarsi sulla società. «Intitolare un’aula a Federica significa fare in modo che il suo nome continui a essere presente nella vita quotidiana di questa comunità», ha affermato Nathan Levialdi Ghiron, spiegando che quello spazio dovrà richiamare i valori del rispetto, della libertà e della dignità umana.


Il percorso di Federica a Ingegneria

Federica Torzullo aveva conseguito la laurea in Ingegneria gestionale il 21 febbraio 2011. La sua tesi, dal titolo “Indicatori produttivi e controllo di gestione, fattori essenziali in chiave industriale: il Termovalorizzatore di Terni En.A. S.p.A.”, era nata da un tirocinio e affrontava il funzionamento di un impianto industriale attraverso l’analisi delle prestazioni.

Il lavoro esaminava dati produttivi ed economici, individuava indicatori di rendimento e approfondiva gli strumenti utili alla pianificazione e al controllo. Armando Calabrese, relatore della tesi e docente di Gestione aziendale, ha ricordato una studentessa capace di unire la preparazione universitaria ai problemi concreti delle organizzazioni: «Quelle pagine raccontano molto di lei, di una giovane donna che studiava, si metteva alla prova, costruiva le proprie competenze e guardava avanti entusiasta».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Dall’autonomia alla responsabilità comune

Per l’Ateneo, la vicenda di Federica mostra quanto non sia sufficiente associare istruzione, lavoro e indipendenza alla piena sicurezza personale. La cultura della formazione, è stato ribadito durante l’incontro, deve comprendere anche parità, rispetto e tutela della libertà individuale.

Barbara Martini ha evidenziato che il femminicidio può colpire donne con livelli di istruzione, condizioni economiche e storie sociali differenti. «La responsabilità di fermare la violenza non può essere un altro compito da lasciare sulle loro spalle. Riguarda tutta la società», ha dichiarato, collegando l’intitolazione dell’aula all’impegno dell’università per una cultura capace di rispettare le scelte delle donne, anche quando non coincidono con le aspettative altrui.

La tesi discussa nel 2011 non viene quindi ricordata soltanto come un risultato accademico. Per la comunità di Tor Vergata rappresenta anche la traccia concreta degli anni trascorsi da Federica in quei luoghi, delle competenze sviluppate e del futuro professionale che stava preparando.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere