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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Pitbull, la rete dei combattimenti: 24 sequestri e 12 indagati

L’indagine della Procura di Parma ha portato alla luce un sistema tra Italia e Serbia, con cani preparati agli scontri, addestramento estremo e diffusione online dei video

Ventiquattro pitbull sono stati sequestrati e dodici persone risultano indagate nell’inchiesta sui combattimenti clandestini tra cani coordinata dalla Procura di Parma. Gli animali sarebbero stati allevati e sottoposti fin dalla tenera età a percorsi di preparazione destinati a inserirli in circuiti illegali attivi tra il centro-nord dell’Italia e la Serbia.

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Allenamenti estremi per i cani

Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno trovato tapis roulant, catene di notevole peso e collari zavorrati, strumenti che sarebbero stati utilizzati seguendo programmi fisici particolarmente rigorosi. Gli investigatori hanno inoltre individuato farmaci steroidei, ritenuti parte di pratiche di doping applicate agli animali.

Le contestazioni riguardano, a vario titolo, il maltrattamento di animali, la presunta organizzazione di combattimenti vietati e la preparazione di cani destinati agli scontri. Le operazioni sono state eseguite in più province italiane su disposizione dell’autorità giudiziaria parmense, nell’ambito di un’indagine cominciata lo scorso anno.


Un circuito tra Italia e Serbia

Gli accertamenti hanno coinvolto il Reparto Operativo Cites-Soarda, il Centro Anticrimine Natura di Catania, il Nucleo Cites di Venezia e i Nipaaf di Bergamo, Pavia, Pisa, Grosseto e Rieti. Secondo la ricostruzione investigativa, la rete avrebbe riunito persone impegnate nell’allevamento, nell’addestramento, nella promozione e nella partecipazione agli incontri clandestini.

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Tra gli elementi acquisiti figura anche un’arena sequestrata nel 2025 a Tizzano Val Parma, nel Parmense. In quel luogo, stando alle ipotesi degli inquirenti, si sarebbero svolte alcune sfide; immagini e filmati degli scontri sarebbero poi circolati su siti internet, reti sociali e applicazioni di messaggistica per accrescere il valore degli animali coinvolti.


Importazioni e ruoli da chiarire

L’esame dei passaporti dei pitbull avrebbe permesso di ricostruire l’arrivo in Italia di diversi esemplari provenienti da allevamenti serbi. Per gli investigatori, il trasferimento sarebbe stato favorito da una catena composta da addestratori, trafficanti e veterinari ritenuti compiacenti.

Le verifiche proseguono per stabilire il ruolo preciso delle dodici persone iscritte nel registro degli indagati e chiarire i collegamenti tra allevamenti, organizzatori e soggetti incaricati dell’ingresso dei cani nel territorio italiano.

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