7.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Un anno prigioniera in Pakistan: il ritorno in Catalogna dopo il matrimonio imposto

La giovane era stata attirata nel Paese, privata del passaporto e sorvegliata dopo le pressioni familiari per un’unione con un cugino.

Dopo quasi un anno lontana dalla Spagna, una giovane di origine pakistana è stata individuata in Pakistan e riportata in Catalogna. La missione, condotta con il coinvolgimento dei Mossos d’Esquadra, della Policía Nacional e dell’ambasciata spagnola, ha permesso di sottrarla a una situazione di isolamento e controllo legata a un matrimonio imposto.


Il compagno aggredito ha fatto partire l’indagine

A dare impulso al caso è stata la denuncia del compagno della donna, un connazionale conosciuto a Barcellona. L’uomo, che gestisce un negozio di informatica, ha riferito di essere stato minacciato e assalito con un coltello nel dicembre 2025 da due familiari della giovane.

I sospettati, di 41 e 45 anni, sono stati fermati all’aeroporto di Barcellona nel luglio scorso. Nei loro confronti è stata contestata l’accusa di tratta di esseri umani con l’obiettivo di costringere la donna a un matrimonio.


Dal legame a Barcellona alla segregazione

La relazione era iniziata nel 2023 e nel giugno 2025 la coppia aveva celebrato un’unione religiosa. La famiglia della ragazza, tuttavia, non aveva approvato il rapporto e avrebbe esercitato pressioni sempre più pesanti, accompagnate anche da minacce di morte, perché lei tornasse in Pakistan e sposasse un cugino.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Nel settembre 2025 la giovane sarebbe stata convinta da un connazionale a raggiungere il Pakistan con la promessa di ricucire i rapporti con i familiari. Una volta accompagnata nell’abitazione dello zio paterno, però, le sarebbe stato sottratto il passaporto spagnolo. Da quel momento, secondo la sua denuncia, è rimasta per mesi chiusa in casa e sottoposta a sorveglianza continua.


Il rientro e l’assistenza in Catalogna

L’inchiesta è stata sviluppata congiuntamente dalla polizia catalana e da quella nazionale spagnola. Il coordinamento con la rappresentanza diplomatica della Spagna in Pakistan ha consentito di localizzare la donna e organizzare il suo trasferimento.

Il 21 luglio è stata quindi riportata in Catalogna, dove ha ricevuto il sostegno dei servizi specializzati. Le indagini restano collegate alle accuse mosse contro i due parenti arrestati per l’aggressione e per il presunto coinvolgimento nel progetto di matrimonio forzato.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere