Udine, il Pride riaccende lo scontro: chi protesta
Il corteo del 3 ottobre attraverserà il centro cittadino, mentre il patrocinio del Comune divide centrodestra e forze progressiste
Il programma prevede un corteo con partenza e arrivo al parco Moretti, previsto dalle 14.30 circa, seguito da interventi, esibizioni, dal concerto delle Fucksia e da una selezione musicale conclusiva. Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa, il Comune di Udine ha stabilito limitazioni alla sosta e chiusure temporanee lungo il tragitto.
Il sostegno arriva dall’opposizione
A difendere il patrocinio comunale sono diversi esponenti dell’area progressista. Furio Honsell, di Open Sinistra Fvg, ha ricordato che Udine aveva già ospitato il primo Fvg Pride regionale nel 2017, quando ricopriva l’incarico di sindaco, e ha ribadito che manifestazioni di questo tipo restano necessarie.
Per Rosaria Capozzi e Roberta Milocco del M5S, l’appoggio dell’amministrazione rappresenta un segnale particolarmente significativo in favore di uguaglianza, libertà e rispetto. Enrico Bullian, di Casa Civica, ha definito il patrocinio una scelta di civiltà, mentre Serena Pellegrino, esponente di Avs, ne ha evidenziato la rilevanza istituzionale.
Il centrodestra contesta la scelta
La posizione è invece respinta dalla Lega e da Forza Italia. Antonio Calligaris, capogruppo della Lega in regione, ritiene che il Comune non debba associarsi a una manifestazione specifica e giudica il patrocinio una decisione ideologica e inopportuna. Il consigliere regionale ha inoltre criticato il manifesto dell’evento, sostenendo che il riferimento ai “corpi mestruanti” risulti degradante per le donne.
Calligaris ha anche accusato la sinistra di utilizzare il patrocinio per legittimarsi politicamente e l’ha collegata a posizioni vicine all’Islam radicale, che a suo giudizio comprimerebbe i diritti delle donne e delle persone omosessuali.
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Diritti e patrocinio, il nodo politico
Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, ha separato la difesa dei diritti civili dall’adesione automatica a ogni contenuto del Pride. “La tutela dei diritti civili non è una concessione politica”, ha affermato, sottolineando che dignità, libertà e uguaglianza devono essere tutelate in ogni circostanza.
Secondo Novelli, il Comune dovrebbe però chiarire le ragioni del patrocinio, visto che nel manifesto sarebbero presenti critiche alla Giunta regionale, riferimenti anticapitalisti e posizioni su immigrazione e politica internazionale. La sua tesi è che sostenere i diritti delle persone non comporti necessariamente condividere tutte le rivendicazioni espresse dagli organizzatori.
Una polemica già vista nel 2017
Il confronto politico sul sostegno istituzionale al Fvg Pride non è una novità. Anche in occasione dell’edizione regionale del 2017, organizzata a Udine durante il mandato da sindaco di Honsell, il patrocinio municipale aveva suscitato reazioni contrapposte.
L’edizione in programma sabato 3 ottobre riporta quindi al centro del dibattito il ruolo delle amministrazioni pubbliche rispetto alle manifestazioni dedicate ai diritti civili. Da una parte viene rivendicato il valore istituzionale dell’iniziativa; dall’altra si chiede che il Comune mantenga una posizione di rappresentanza dell’intera comunità.
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