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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Tumore al seno metastatico: la cura esce dall’ospedale

Le nuove terapie allungano la convivenza con la malattia e chiedono una rete oncologica capace di seguire le pazienti anche vicino casa.

Per molte pazienti il tumore al seno metastatico può essere affrontato più a lungo grazie ai progressi delle terapie. Una trasformazione che, secondo Manuela Tamburo De Bella di Agenas, impone di ripensare l’assistenza: non tutto il percorso deve svolgersi necessariamente in ospedale.

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La sfida è gestire la cronicità

Intervenuta a Roma al convegno nazionale organizzato da IncontraDonna nella sede di Agenas, De Bella ha sottolineato la necessità di adeguare l’organizzazione sanitaria alla nuova condizione di molte pazienti. «Le reti oncologiche devono adattarsi a questa nuova necessità, implementando i percorsi anche di prossimità», ha spiegato.

L’incontro si è svolto nell’ambito di Officina #Metastabile, progetto dedicato alla costruzione di itinerari assistenziali specifici per chi vive con un tumore al seno metastatico. L’obiettivo è accompagnare le pazienti nel tempo, considerando che in alcuni casi la malattia può essere seguita come una condizione cronica.


Case della Comunità dentro la rete

Per rendere concreto questo modello, la dirigente di Agenas ha richiamato il ruolo delle Case della Comunità e degli altri servizi sanitari territoriali previsti dal decreto ministeriale 77 del 2022. Queste strutture, ha chiarito, possono diventare nodi operativi delle reti oncologiche regionali, purché siano collegate a percorsi assistenziali definiti.

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De Bella ha indicato nei Pdta dedicati alle pazienti metastatiche uno degli strumenti per organizzare la presa in carico. «Il territorio e le Case della Comunità diventano un nodo della rete che va alimentato con percorsi di cura specifici», ha affermato, evidenziando anche l’importanza del lavoro coordinato tra i diversi professionisti.

Una rete distribuita sul territorio potrebbe ridurre la necessità di recarsi ogni volta in ospedale. L’assistenza vicino al luogo di residenza, secondo la dirigente, deve quindi diventare parte integrante della risposta sanitaria rivolta alle pazienti con tumore al seno metastatico.

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