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Cronaca 1 min di lettura4 ore fa

Trieste, la carta dell’India: perché il corridoio IMEC riguarda l’Adriatico

Fedriga indica nel collegamento tra India, Nord Adriatico e rete ferroviaria una possibile leva strategica per i porti di Trieste e Monfalcone.

Il corridoio IMEC, con l’India come snodo centrale, potrebbe offrire nuove prospettive ai porti del Nord Adriatico. A sostenerlo è Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, intervenuto a Trieste durante un incontro dedicato al trasporto marittimo.


L’India al centro della strategia

Secondo Fedriga, l’eventuale sviluppo del collegamento con l’India non riguarderebbe soltanto Trieste, ma un’area portuale più ampia. Tra gli scali potenzialmente coinvolti ha citato anche Ravenna e Venezia, insieme agli altri porti dell’Adriatico settentrionale.

La possibilità di rafforzare i rapporti con il subcontinente indiano si inserisce, nelle parole del presidente regionale, in una posizione geografica favorevole rispetto ai traffici con l’Estremo Oriente. Il corridoio IMEC viene quindi considerato un’occasione di crescita per l’intero sistema logistico dell’area.

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Ferrovie decisive per la logistica

Per sfruttare questa prospettiva, ha osservato Fedriga, non sarebbe sufficiente puntare sulle banchine. Un ruolo essenziale spetterebbe anche ai collegamenti terrestri, soprattutto quelli ferroviari, che dovrebbero essere potenziati per sostenere la movimentazione delle merci.

Nel quadro nazionale ed europeo, il presidente ha indicato Trieste e Monfalcone come infrastrutture di rilievo. Trieste, in particolare, è stata descritta come il principale porto per traffico merci, con una forte componente movimentata su ferro. Fedriga ha definito questo possibile sviluppo «un punto di sviluppo importantissimo».

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