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Cronaca 3 min di lettura2 ore fa

Lombardia, record di vaccini: ora il traguardo è il 60% degli anziani

La campagna 2026-2027 riparte dopo oltre 2,27 milioni di dosi somministrate e punta a coinvolgere soprattutto anziani, cronici e persone difficili da raggiungere.

La Lombardia archivia la stagione 2025-2026 con un risultato mai raggiunto prima: 2,27 milioni di vaccinazioni antinfluenzali, 87.028 in più rispetto all’inverno precedente e una crescita del 4,2%. Da questo dato prende avvio la nuova campagna contro i virus stagionali, inaugurata oggi, giovedì 1 ottobre, a Palazzo Lombardia.

L’obiettivo indicato dalla Regione è aumentare ancora l’adesione tra gli over 65 e le persone con malattie croniche, categorie per le quali l’influenza può avere conseguenze più gravi. Attilio Fontana ha sintetizzato così la direzione scelta: «Guardiamo avanti con l’obiettivo di innalzare ulteriormente le coperture tra la popolazione anziana e i soggetti affetti da patologie croniche».


La sfida resta tra anziani e fragili

Nel corso dell’ultima stagione il 52% degli ultrasessantacinquenni lombardi ha ricevuto il vaccino antinfluenzale. Tra i pazienti diabetici, invece, la quota si è attestata al 48%, quasi una persona su due. Per la nuova fase Rosaria Iardino, presidente di Fondazione The Bridge, ha indicato come riferimento il 60% di copertura tra gli anziani.

La Regione ha inoltre finanziato 48 iniziative rivolte alle persone più difficili da coinvolgere nei servizi sanitari. Gli interventi hanno raggiunto minoranze etniche, detenuti, migranti e persone senza dimora, consentendo di vaccinare oltre 5mila cittadini e riducendo gli ostacoli all’accesso alle prestazioni.


Fontana si vaccina senza prenotazione

Durante l’iniziativa organizzata all’Auditorium Testori, il governatore ha ricevuto la somministrazione in un ambulatorio allestito per l’occasione. Lo stesso gesto è stato compiuto, tra gli altri, da Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e presidente della commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, che ha anche ricevuto la spilletta «Ho fatto il vaccino».

Anche i partecipanti al convegno hanno potuto vaccinarsi senza prenotazione. L’appuntamento ha riunito la direzione generale Welfare, istituzioni, associazioni di pazienti, società scientifiche, Agenzie di tutela della salute, Aziende sociosanitarie territoriali e medici di assistenza primaria.

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Più rete e nuove frontiere

Fontana ha assicurato che la Lombardia continuerà a rafforzare la presenza dei punti di somministrazione e il coordinamento tra i diversi professionisti della sanità regionale. Secondo il governatore, la crescita delle adesioni mostra una maggiore consapevolezza del valore della prevenzione, sia per la protezione individuale sia per contenere la pressione sugli ospedali.

Tra i relatori c’era anche Rino Rappuoli, scienziato noto per lo sviluppo della vaccinologia inversa, metodologia che ha contribuito alla realizzazione del vaccino contro il meningococco B. Guardando ai prossimi anni, ha indicato nell’intelligenza artificiale uno strumento capace di accelerare la ricerca e lo sviluppo di nuovi vaccini. Il suo richiamo è stato netto: «Possono avere tutti i benefici che sappiamo, ma hanno un difetto eccezionale: se non si usano non funzionano».


I riconoscimenti alla sanità lombarda

L’evento ha ospitato anche la presentazione della campagna di comunicazione 2027-2028 e la consegna del Premio VaccinAzione 2026. Il riconoscimento per la migliore Agenzia di tutela della salute è andato all’Ats Milano, mentre quello per la migliore Azienda sociosanitaria territoriale è stato assegnato all’Asst Brianza.

Premi speciali per l’attività di sanità pubblica durante l’evento olimpico sono stati attribuiti a Maria Grazia Colombo, Ida Maria Ada Ramponi e Alberto Zoli. Simona Scarioni ha ricevuto un ringraziamento per il contributo scientifico, mentre Roberto Ranieri è stato segnalato alla carriera per il lavoro di prevenzione nelle carceri.

Menzioni e riconoscimenti hanno coinvolto anche residenze sanitarie assistenziali, farmacie territoriali, medici di assistenza primaria e pediatri. Le attività premiate hanno riguardato in particolare la protezione dei pazienti fragili, delle donne in gravidanza e l’immunizzazione contro il virus sinciziale.

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