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Cronaca 1 min di lettura58 min fa

Adriatico, una tartaruga verde da 2 chili: il caso raro di Spirulina

La giovane esemplare è stata recuperata da un peschereccio di Cesenatico e ora affronterà le cure necessarie prima del possibile ritorno in mare.

Spirulina, una giovane tartaruga verde del peso di appena 2 chili, dovrà completare controlli e riabilitazione prima di poter essere restituita al mare. Dopo il recupero accidentale, l’animale è stato affidato agli specialisti del Cestha, il Centro recupero tartarughe marine.


Un incontro quasi eccezionale

La presenza di questa specie nelle acque settentrionali dell’Adriatico è considerata rara. In Mediterraneo, infatti, la tartaruga verde frequenta soprattutto il settore sud-orientale, mentre le principali zone di svernamento si trovano lungo le coste nordafricane, dall’Egitto alla Tunisia.

Nel tratto settentrionale del bacino gli avvistamenti di esemplari vivi sono quindi poco comuni, soprattutto se confrontati con quelli della più diffusa tartaruga comune. Il ritrovamento potrà offrire nuove informazioni sugli spostamenti della specie e sulla sua capacità di raggiungere aree lontane da quelle abituali.


Il recupero dopo la cattura

La tartaruga è finita per errore nelle reti di un peschereccio di Cesenatico. Gli operatori l’hanno poi consegnata al Cestha, dove è stata ribattezzata Spirulina e ha iniziato il percorso di assistenza previsto per gli animali marini recuperati.

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Le sue condizioni saranno valutate attraverso gli accertamenti necessari. L’obiettivo dei veterinari e dei tecnici è verificare che possa recuperare pienamente le energie e prepararla, se il decorso lo consentirà, alla liberazione.


Secondo caso per il Cestha

Per l’ente ravennate impegnato nella tutela ambientale si tratta soltanto del secondo recupero di una tartaruga verde ancora viva. Il precedente risale al 2025, quando era arrivata nella struttura una tartaruga chiamata Wakame.

Anche questo nuovo esemplare rappresenta dunque un’occasione di studio. I dati raccolti durante la permanenza al centro potranno contribuire a comprendere meglio la presenza della tartaruga verde nell’Adriatico e i suoi movimenti nel Mediterraneo.

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